Ponte Calvatone, come funziona il protocollo d’intesa tra Provincia e Comune per i ristori
Si scopre una dead line, che sarà entro settembre scadenza entro la quale Provincia e Comune dovranno individuare i criteri di assegnazione dei contributi, stabilendo beneficiari e importi, con la possibilità di prevedere anche agevolazioni sulle imposte comunali
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20mila euro dalla Provincia di Cremona e 20mila euro da Regione Lombardia, dunque, come ristoro per le imprese e le aziende che hanno subito perdite a causa della chiusura del ponte di Calvatone-Acquanegra sul Chiese dal giugno 2023. Detto che i fondi giunti dalla Regione dovrebbero essere divisi a metà tra Cremona e Mantova e sperando che anche la Provincia di Mantova imiti gli omologhi cremonesi, nei giorni scorsi si è parlato di protocollo di intesa tra la Provincia di Cremona e il comune di Calvatone.
Già, ma cosa prevede questo protocollo? E’ possibile leggerne le linee guida all’albo pretorio. L’accordo disciplina la collaborazione tra i due enti, definendo ruoli, tempi e modalità di utilizzo delle risorse destinate al tessuto economico locale. La Provincia ha stanziato un contributo straordinario una tantum di 20 mila euro per il 2026, mentre il Comune di Calvatone, quale ente più vicino al territorio, sarà incaricato della gestione operativa dei fondi.
Si scopre una dead line, che sarà entro settembre scadenza entro la quale Provincia e Comune dovranno individuare i criteri di assegnazione dei contributi, stabilendo beneficiari e importi, con la possibilità di prevedere anche agevolazioni sulle imposte comunali (possibilità quest’ultima già evidenziata qualche settimana fa dal sindaco di Calvatone Valeria Patelli, dato che l’abbassamento delle tasse è anche più semplice da calcolare e seguire).
L’intesa impegna inoltre le amministrazioni a semplificare e accelerare le procedure amministrative, così da garantire un sostegno rapido alle attività economiche. Nelle premesse del documento si sottolinea come la chiusura del ponte continui a provocare pesanti ripercussioni sulla viabilità e sull’economia del territorio, costringendo cittadini e imprese a percorsi alternativi di circa 20 chilometri.