Sciopero generale, disagi
in vista anche nell'Oglio Po
I disagi dello sciopero generale del 13 dicembre, potrebbero avere importanti ripercussioni anche nell’Oglio Po, non solo attraverso lo stop dei mezzi pubblici e dei treni, ma anche per l’adesione di medici e personale sanitario, personale scolastico, vigili. L’Unione sindacale di base (USB) sfida apertamente la precettazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e conferma lo stop di 24 ore nonostante l’ordinanza ministeriale che lo riduce a 4 ore nel settore trasporti.
“Il doveroso diritto alla mobilitazione deve rispettare anche il diritto alla mobilità di lavoratori, cittadini, studenti e persone in cura, specialmente in un periodo critico come quello pre-natalizio. Serve buonsenso”, ha dichiarato il ministro Salvini.
A sostegno della decisione di USB di “disobbedire” alla precettazione si sono schierati i Giovani Comunisti della segreteria di Cremona. “Ci tocca constatare con amarezza che mentre qualche decennio fa erano la regola gli scioperi per migliorare le proprie condizioni di lavoro e di vita, oggi per i lavoratori dei trasporti la regola è la precettazione, una volta perché è quasi Natale, una volta perché fa caldo, una volta perché c’è il gran premio di Formula 1”, ha dichiarato Simone Antonioli, Responsabile Nazionale Trasporti Giovani Comunisti/e.
La protesta, che dovrebbe iniziare alle 21:00 di giovedì 12 dicembre fino alle 21:00 di venerdì 13 dicembre, interesserà diversi settori: dai trasporti pubblici locali alle ferrovie, dalla scuola alla sanità, fino ai vigili del fuoco. Per i servizi di linea Arriva sono previste possibili interruzioni dalle 5.00 alle 6.00, dalle 9.00 alle 11.30 e dalle 14.30 a fine servizio.
Disagi sono previsti anche nei presidi sanitari pubblici, dove la protesta è rivolta contro la riduzione dei fondi destinati al servizio sanitario nazionale prevista dalla Legge di Bilancio 2025. Nel settore scolastico, docenti e personale ATA potrebbero aderire alla protesta, con possibili interruzioni delle lezioni.
I Giovani Comunisti hanno espresso l’auspicio di “una larga partecipazione di massa dei lavoratori” e che “in caso di contenzioso il TAR bocci come già accaduto in passato l’arroganza di un ministro che tutto ha a cuore meno che i lavoratori del settore di sua competenza”.
Sara Zammarini