Un museo per gli Anghinelli:
la proposta della lista Io Cambio
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Per oltre mezzo secolo furono appassionati e instancabili “Cercatori d’origini”: nel titolo della pubblicazione dedicata ai fratelli Antonio e Sergio Anghinelli sono sintetizzati decenni di ricerche, studi e indagini dei due viadanesi, tra i massimi esperti dell’età del bronzo del nostro territorio. Un’attività di enorme valore – storico, scientifico e culturale – rispetto alla quale, dai banchi della minoranza, si chiede alla controparte politica di darne il giusto riconoscimento.
Sul tavolo, nella proposta di Fabrizia Zaffanella e Benedetta Boni, esponenti della lista Io Cambio, si suggerisce di realizzare un museo a Viadana per raccogliere parte dell’immenso patrimonio scoperto dagli archeologi. I due viadanesi, per la loro infaticabile opera, furono nominati ispettori onorari della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Lombardia e insigniti del titolo di Cavalieri della Repubblica.
Un lavoro distribuito, come detto, su un arco temporale pluridecennale, che ha generato una mole considerevole di materiale, la cui documentazione è stata pubblicata su riviste e bollettini di archeologia. Un corpus raccolto e digitalizzato in una preziosa opera libraria, distribuita in due volumi, grazie all’Associazione Inventio di Casalmaggiore e ad alcuni sponsor.
Un patrimonio di conoscenza che, per essere tramandato e valorizzato adeguatamente – secondo la lettura della formazione di minoranza – necessita di tutela, specie in riferimento ai frutti dei loro scavi: “Il loro immenso patrimonio archeologico, di valore unicamente culturale, con esclusione dei pezzi più preziosi messi da tempo in sicurezza presso la Soprintendenza di Mantova – si puntualizza nell’interrogazione – giace in stato di abbandono. In passato si sono già verificate situazioni di pericolo per la corretta conservazione dei reperti e degli oggetti. Proprio per garantire una conservazione in assoluta sicurezza, nasce la proposta di allestire uno spazio museale dedicato”.
“È giusto tenere presente – prosegue il documento – il grande valore culturale della loro raccolta archeologica e di tutto il materiale custodito. Inoltre, a Pro Loco di Sabbioneta ha dato la disponibilità, ottenendola, ad accogliere le migliaia di riproduzioni, dettagliatissime, dei reperti trovati realizzate da Sergio Anghinelli”.
Nell’interrogazione, infine, un’esortazione al sindaco Nicola Cavatorta e all’assessore alla Cultura Rossella Bacchi affinché “si attivino presso la Soprintendenza, sollecitando il notaio competente, per definire la successione ereditaria e distinguere il patrimonio statale rappresentato dai reperti archeologici da quello destinato agli eredi legittimi. Si chiede inoltre di avviare un’interlocuzione con la Soprintendenza per una collocazione dignitosa e rispettosa del patrimonio dei fratelli Anghinelli, a tutt’oggi in stato di abbandono”.
“Si potrebbe pensare – concludono Zaffanella e Boni – a una sede museale a Viadana per ospitare tale patrimonio e ricordare questi illustri viadanesi attraverso convegni, pubblicazioni o luoghi pubblici a loro dedicati. Con riserbo e semplicità, hanno realizzato un lavoro immenso, rendendo onore alla nostra comunità”.

Lorenzo Costa