Cronaca

Bongiovanni: "Giovani, viabilità e
OglioPo sono priorità casalasche"

Intervista del direttore Simone Arrighi al sindaco di Casalmaggiore: le grandi opere concluse nel 2025 e i progetti del nuovo anno, con focus sulla salvaguardia dell'ospedale e la sicurezza stradale.

L'intervista al sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni
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Nel giorno di Capodanno il sindaco di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, intervistato dal direttore di CR1 e OglioPoNews Simone Arrighi, traccia un bilancio dell’anno appena concluso e anticipa le linee guida per il 2026.

Sindaco, nel 2025 sono stati completati progetti rilevanti per Casalmaggiore e si sono riaperte strade per possibili opere future.
“È stato un anno di grandissimo lavoro, sicuramente impegnativo. Abbiamo proseguito e portato avanti importanti progetti del Pnrr: come Comune abbiamo concluso il restauro conservativo del Torrione, stiamo ultimando la rigenerazione dell’area dell’ex Macello, che oggi è davvero stupenda e in via Guerrazzi il cambiamento è evidente. Abbiamo sistemato e reinaugurato l’asilo nido e proseguono i lavori del nuovo Palazzetto dello Sport. È stato un anno fatto di investimenti, cantieri e grandi cambiamenti concreti”.

Molti di questi interventi sembrano avere un filo conduttore: una Casalmaggiore che guarda ai giovani. Necessità e priorità combaciano?
“Assolutamente sì. Il nostro obiettivo è creare più occasioni possibili per i giovani, offrire spazi di incontro, crescita e sperimentazione. In città abbiamo associazioni giovanili molto attive, penso a Bemolle o al Torrione sul Po, ma anche tanti gruppi informali che hanno bisogno di luoghi dove esprimersi. Un esempio è la mostra ‘Il Bestiario Fantastico’, nata dal basso, da ragazzi che hanno seguito corsi e poi hanno costruito eventi e iniziative”.

In questo senso, che ruolo avranno le nuove strutture?
“Il Palazzetto dello Sport nasce per le scuole e per i giovani che fanno attività sportiva. L’ex Macello, invece, è stato pensato anche come spazio di coworking, con aule didattiche e ambienti per corsi rivolti soprattutto ai ragazzi. E guardando al futuro, nel 2026 potrebbe partire un progetto molto importante: se Fondazione Cariplo ci assegnerà il contributo degli Emblematici Maggiori, potremo restaurare Casa Zani, che diventerà la Casa della Musica, con una sala prove dedicata ai giovani gruppi musicali”.

Filippo Bongiovanni e Simone Arrighi

Passiamo alle grandi opere infrastrutturali. Il 2025 può essere ricordato come l’anno della ripartenza della Gronda Nord?
“Direi di sì. È un tema che si era arenato da tempo, ma grazie anche all’impulso della Provincia è tornato all’ordine del giorno. L’obiettivo è staccare la tangenziale di Casalmaggiore dalle opere compensative del Tibre e inserirla nel contratto di programma tra Regione Lombardia e Anas. Parliamo però di un’opera da circa 50 milioni di euro: né Comune né Provincia possono sostenerla. Regione Lombardia ha certificato che è un’infrastruttura necessaria e inevitabile e sta lavorando con noi per portarla sui tavoli di Anas e del Ministero delle Infrastrutture. I tempi saranno lunghi: prima che i cittadini vedano risultati concreti dovrà passare ancora molta acqua sotto il ponte del Po”.

A proposito di Grande Fiume: come procede il progetto del nuovo ponte?
“La Provincia di Parma ha finalmente concluso il progetto e il 3 settembre 2025 lo ha consegnato ad Anas, sia per l’Emilia-Romagna sia per la Lombardia. Ora Anas dovrà occuparsi della progettazione definitiva ed esecutiva e, soprattutto, del reperimento delle risorse, che arriveranno inevitabilmente dal Ministero delle Infrastrutture e dal Governo. Si parla di circa 300 milioni di euro, cifra che sarà aggiornata con il progetto esecutivo. L’importante è che siano già state completate tutte le indagini tecniche necessarie. I tempi restano medio-lunghi, ma Regione, Province e Comuni anche della sponda parmense lavorano insieme per mantenere alta l’attenzione su quella che è un’emergenza assoluta”.

Opera simbolo del suo mandato è il nuovo Palazzetto dello Sport. Costo dei materiali, tempistiche, dopo una lunga gestazione a che punto siamo?
“Vengo da un passato sportivo, facevo il portiere, quindi sono abituato a parare i colpi, anche le critiche. Scherzi a parte, la nostra amministrazione ha investito molto nello sport. Nel 2025 abbiamo inaugurato la pista di atletica completamente rigenerata, ora blu, con un intervento da 777 mila euro tra pista e attrezzature, di cui 595 mila provenienti dal bando statale Sport e Periferie. Stiamo lavorando sull’ampliamento del campo da rugby grazie a un bando regionale e, nel corso del mandato, abbiamo sistemato la palestra Baslenga e il campo sportivo della Casalese. Il Palazzetto dello Sport si inserisce in questo percorso: un investimento strategico che completerà il sistema sportivo della città, servirà al basket, potrebbe ospitare la serie A2 di pallavolo, servirà soprattutto alle scuole che hanno bisogno di spazi”.

Allarghiamo lo sguardo a livello comprensoriale, per parlare di un presidio che il territorio vuole salvaguardare: l’Ospedale Oglio Po. Quali preoccupazioni ci sono e cosa si sta facendo per affrontare i problemi?
“L’ospedale Oglio Po è assolutamente necessario, i colloqui con la direzione generale non dico che siano quotidiani ma comunque settimanali. Si sta cercando in ogni modo di rafforzare il nostro ospedale, prendendo però atto che c’è una situazione di emergenza del personale a livello nazionale, soprattutto infermieristico. Fare l’infermiere è una vocazione, l’individualismo che permea la nostra società probabilmente ci sta portando al fatto di non avere almeno internamente un’offerta sufficiente di lavoratori. Ed è un settore, quello della sanità, quello del welfare, quello dei servizi sociali in generale dove il burnout è all’ordine del giorno, quindi si fa sempre più fatica. Le ultime polemiche sono legate ad un’esternalizzazione o meglio ad aver assunto una cooperativa per coprire il reparto di medicina. Purtroppo è stata una cosa inevitabile per poter garantire il servizio, nel senso che gli infermieri della medicina saranno suddivisi su reparti che andranno ad essere rinforzati, in primo luogo la cardiologia. Anche perché sono necessari alcuni posti letto, alcune specialistiche per poter essere un presidio di primo livello DEA, altrimenti non ce lo potremmo permettere. C’è in corso un affiancamento importante per capire e garantire al massimo livello la tutela della salute dei nostri cittadini”.

La creazione dell’ospedale Oglio Po metteva insieme un comprensorio, oggi si guarda alle aree omogenee ed è nata quella Casalasca: cosa ne pensa?
“Sì, è nata l’area omogenea, però deve ancora mettersi a lavorare. Ci sono solo i primi vagiti. Ragionare insieme ad altri comuni lo si sta già facendo. Basti pensare alla grande operazione su Casalasca Servizi con l’affidamento in house per i prossimi 15 anni del servizio di igiene ambientale con un allargamento dell’oggetto sociale che consentirà di attivare ulteriori servizi, quindi un investimento importante e una salvaguardia di posti di lavoro sul territorio non indifferente che 41 sindaci della provincia di Cremona hanno deciso qualche settimana fa”.

Sindaco, per concludere: un augurio ai suoi concittadini.
“Auguro a tutti che il 2026 sia un anno prospero, si investimenti e di felicità per tutte le persone”.

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