Solidarietà

New Tabor, un 2025 di progetti
e cooperazione internazionale

Il 2025 dell'associazione New Tabor è stato segnato da nuovi progetti di cooperazione internazionale. Al via interventi a Zorgho, in Burkina Faso, a sostegno di vedove e orfani.

La presentazione dei progetti di New Tabor in Burkina Faso

Il 2025 di New Tabor è stato ricco di successi, sfide e traguardi raggiunti. Dietro a ogni obiettivo conquistato si celano la fatica della pianificazione e il lavoro necessario per dare forma a progetti ambiziosi, trasformando visioni potenziali in progettualità concrete.

L’approccio alla cooperazione internazionale parte dall’elaborazione di percorsi finalizzati a emancipare la popolazione locale dal punto di vista lavorativo e sociale: questo è il modus operandi dell’Odv. Il lavoro diventa così una leva fondamentale per offrire prospettive alle comunità locali, il fare un vero e proprio antidoto ai mali endemici che affliggono molti Paesi del Terzo Mondo. È in questi contesti che opera l’associazione di Viadana, presieduta da don Paolo Tonghini.

L’azione dell’Odv si sviluppa su due macro-aree: all’impegno diretto sul campo, a fianco degli ultimi e dei non allineati, si affianca un’attività di carattere diplomatico, con tavoli di lavoro aperti a istituzioni, enti e associazioni. Business etico e politica per lo sviluppo non sono semplici slogan, ma paradigmi concreti che guidano l’operatività quotidiana dell’associazione.

Nel corso del 2025 si è ampliato in modo significativo l’elenco dei Paesi in cui New Tabor è presente. In ordine di tempo, gli ultimi progetti avviati in Africa riguardano gli abitanti di Zorgho, in Burkina Faso. A dicembre sono stati presentati gli interventi che saranno realizzati in un’area segnata dalla presenza di vedove e orfani, feriti nel corpo e nell’anima dalle conseguenze del terrorismo e di sanguinosi conflitti.

Le azioni previste comprendono attività generatrici di reddito, sostegno sanitario a favore di vedove e orfani, formazione professionale e la realizzazione di impianti elettrici fotovoltaici alimentati da energia solare.

“Nostro referente e rappresentante – anticipa don Tonghini – è il dottor Aloys Kaborè, uno psicologo che sta svolgendo un lavoro fondamentale nel sostegno alle vittime del terrorismo e nel recupero di giovani e vedove che hanno subito violenze e abusi. Collaboriamo con la sua associazione ACDJ – Action Chrétienne pour le Développement des Jeunes, una realtà molto attiva e dinamica che ci ha chiesto di essere presenti a Zorgho. Anche qui, come del resto in Camerun, Ghana, Haiti e Pakistan, abbiamo riscontrato grande entusiasmo. I nostri volontari testimoniano la forte voglia di fare e di riscatto delle popolazioni locali”.

Lorenzo Costa

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