Cronaca

Ex Macello, sguardo rubato: ecco
come è cambiata quella zona

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Il cantiere è ormai a buon punto e la trasformazione è sotto gli occhi di tutti: dove un tempo sorgeva un’area morta e fatiscente, l’ex Macello di Casalmaggiore sta tornando a vivere. La grande spianata è ormai ben visibile e l’inaugurazione, salvo imprevisti, potrebbe arrivare già nel mese di marzo, segnando un passaggio simbolico e concreto per la riqualificazione urbana della città.

L’intervento è reso possibile grazie a un finanziamento di 4.1 milioni di euro provenienti dal PNRR, risorse che hanno permesso di dare nuova dignità a uno spazio da anni inutilizzato, restituendolo alla collettività con una vocazione chiara: diventare un polo sociale, culturale ed economico capace di incidere sull’intero contesto urbanistico circostante.

Non si tratta solo di recuperare edifici, ma di ripensarne la funzione. Gli spazi dell’ex Macello saranno infatti “abitati” da diverse realtà associative del territorio, chiamate a dare contenuti e vita quotidiana al progetto. Aps Bemolle sarà il punto di riferimento per la musica e i concerti; il Centro Primavera offrirà attività dedicate alla terza età; l’associazione Genitori Instabili curerà iniziative legate al cinema, mentre Fotocine Casalasco si occuperà di fotografia e cultura dell’immagine.

Il progetto finanziato dal PNRR ambisce soprattutto ad avere un forte impatto sociale, culturale ed economico, con interventi pensati per essere al servizio, prima di tutto, delle fasce più giovani della popolazione: bambini, adolescenti, studenti, ragazzi e giovani famiglie. Allo stesso tempo, l’impostazione resta inclusiva nei confronti degli anziani, considerati non come destinatari passivi, ma come risorsa attiva della comunità.

Le fondamenta della strategia progettuale poggiano infatti sul desiderio di sostenere e armonizzare tre risorse cittadine ritenute cruciali. Da un lato il capitale umano, rappresentato dai giovani e dagli anziani; dall’altro quello materiale, costituito dagli edifici recuperati; infine il capitale immateriale, legato alla portata sociale e culturale dell’intervento. Un equilibrio che può funzionare solo attraverso la collaborazione tra i diversi attori che, a vario titolo, prendono parte alla vita della città.

Se i tempi saranno rispettati, l’inaugurazione di marzo segnerà non solo la fine di un cantiere, ma l’inizio di una nuova fase per uno spazio rigenerato.

redazione@oglioponews.it (video Alessandro Osti)

 

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