Cronaca

Rifiuti in golena a Motta Baluffi:
intervento del Comune

Parte dei rifiuti abbandonati in golena a Mottaa Baluffi

Motta Baluffi risponde agli incivili con i fatti, con l’operosità e con il senso civico. Durante il periodo natalizio i soliti “furbi” hanno avuto la cattiva idea (non la prima e purtroppo non sarà nemmeno l’ultima) di lordare la golena del Po scaricando rifiuti nella campagna. Un gesto che, fortunatamente, ha trovato la condanna di molti cittadini che hanno immediatamente segnalato il fatto all’Amministrazione comunale e, in particolare, al sindaco Antonietta Premoli.

Dopo le necessarie verifiche i cantonieri del Comune, che già in altre occasioni hanno dimostrato grande attenzione e sensibilità verso l’ambiente, hanno indossato stivaloni, guanti e giacconi e, sfidando il freddo, sabato mattina hanno ripulito le aree che erano state sporcate. In un paio d’ore di lavoro hanno raccolto un intero furgoncino di rifiuti, per lo più barattolame, piatti, bicchieri, bottiglie di plastica e di vetro, plastiche varie e addirittura padelle. Il sindaco Antonietta Premoli, che si è direttamente interessata della cosa, comprensibilmente delusa e amareggiata, facendo sue anche le parole di tanti cittadini, si è riservata di segnalare questi accadimenti ai carabinieri forestali per le indagini del caso e per colpire con le doverose sanzioni e denunce i responsabili.

Da ricordare che scaricare rifiuti nell’ambiente può costare almeno 600 euro di sanzione, una denuncia penale e l’obbligo di ripulire le aree. Sempre il sindaco Premoli ha giustamente ricordato che “per ripulire le aree sono state necessarie due ore di lavoro, che i nostri cantonieri avrebbero potuto impiegare diversamente, ad esempio per chiudere qualche buca lungo le strade”. Ha inoltre osservato come sarebbe stato molto più facile riporre i rifiuti negli appositi contenitori e lasciarli fuori la sera prima della raccolta, di modo che Casalasca Servizi li avrebbe raccolti e smaltiti normalmente e regolarmente. Da aggiungere, infine, che i costi delle operazioni di recupero ricadono poi direttamente sulle tasche dei cittadini: anche su quelle dei “furbi” di turno, ammesso che lo riescano a capire.

Eremita del Po, Paolo Panni

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