Al Muvi "Storie di internati
militari italiani e viadanesi"
Dal 24 gennaio al 1° marzo 2026 il MuVi di Viadana, nella sala Civico 6, ospita la mostra “Non più reticolati nel mondo. Storie di internati militari italiani e viadanesi”, a cura del Comune di Viadana, del MuVi e di ANPI Viadanese “Lucia Sarzi”, con il patrocinio della Provincia di Mantova.
L’esposizione racconta la drammatica vicenda degli Internati Militari Italiani (I.M.I.) all’indomani dell’8 settembre 1943, data dell’armistizio con gli Alleati. In seguito al collasso delle strutture di comando e all’abbandono dell’esercito da parte del Governo Badoglio, le truppe italiane si trovarono allo sbando e alla mercé delle forze tedesche, già presenti in Italia in modo massiccio dal 25 luglio 1943. In questo contesto oltre 600.000 militari italiani, spesso disarmati e in attesa di ordini mai arrivati, furono catturati dai tedeschi, caricati su carri bestiame e deportati nei campi di internamento in Germania. Circa 40.000 di loro non fecero più ritorno.
A questo numero vanno aggiunte le decine di migliaia di soldati morti durante le operazioni di cattura o nel corso dei trasferimenti: solo dalla Grecia si contano non meno di 40.000 vittime. Agli internati italiani fu inoltre negato lo status di prigionieri di guerra e attribuita la qualifica di “internati militari”, una distinzione cruciale che li escluse dalle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra e dall’assistenza della Croce Rossa Internazionale.
Dal 22 agosto 1944 la loro condizione giuridica subì un ulteriore peggioramento: gli I.M.I. vennero declassati a “lavoratori civili” e avviati al lavoro coatto nell’industria bellica, mineraria, edilizia e nel settore alimentare. Le condizioni erano durissime: turni di lavoro estenuanti, spesso anche domenicali, lunghi tragitti a piedi tra i campi di internamento e i luoghi di lavoro, e una alimentazione del tutto insufficiente rispetto allo sforzo richiesto. Le testimonianze dei reduci raccontano una quotidiana lotta per la sopravvivenza: la ricerca di bucce di patate e di rape, la cattura di piccoli animali come topi, rane o lumache per integrare le scarse razioni alimentari.
La mostra restituisce voce e memoria a queste vicende, intrecciando la storia nazionale con le storie degli internati viadanesi perché numerose famiglie della città hanno concesso fotografie, medagli e documenti per l’esposizione. La mostra presenta anche, insieme a pannelli introduttivi, le immagini di un volume, “Venti mesi fra i reticolati” (1946), scritto e illustrato dall’artista Marcello Tomadini, che documenta la sua esperienza di prigionia (1944-1945) come Internato Militare Italiano nel lager tedesco di Sandbostel, offrendo sessanta disegni che raccontano il “calvario” degli IMI e la vita tra i reticolati. Il tema della mostra sarà presentato nelle settimane successive alle classi degli Istituti che ne faranno richiesta dai rappresentanti di ANPI.
La mostra sarà inaugurata sabato 24 gennaio alle ore 10.30 al MuVi. Sono invitati i cittadini e le famiglie che hanno concesso i loro cimeli. Interverranno il Sindaco di Viadana Nicola Cavatorta, l’Assessore alla Cultura Rossella Bacchi e i rappresentanti di ANPI (Carlo Benfatti, storico di ANPI Mantova, Stefano Prandini, docente, Paola Longari ANPI Viadanese e Mantova, Gozzi Fabrizio e Gabriele Oselini).

redazione@ogliponews.it