Cronaca

"Fuori Campo": un Progetto Innovativo per gli adolescenti dell'Oglio Po

Con "Fuori Campo", adolescenti in condizioni di fragilità trovano supporto attraverso attività educative. L'iniziativa promuove l'inclusione sociale utilizzando sport e cultura per costruire legami e sviluppare competenze nei giovani

I ragazzi impegnati in una delle tante attività del progetto
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Prosegue con ottimi riscontri l’attività del progetto “Fuori Campo – Crescere insieme tra sport, arte e comunità”, un intervento educativo integrato rivolto agli adolescenti dell’Oglio Po, con particolare attenzione a ragazze e ragazzi che vivono condizioni di fragilità educativa, sociale ed economica.

L’obiettivo è costruire presìdi educativi stabili e di prossimità, capaci di intercettare anche i giovani più isolati e accompagnarli in percorsi di crescita, relazione e protagonismo. Il progetto è promosso da ForMattArt APS ed è realizzato in partenariato con Azienda Speciale Consortile Oglio Po, CSI Mantova e ON!, con il contributo di Fondazione Cariverona nell’ambito del bando “Sport e Cultura per includere”. Fuori Campo si rivolge ad almeno 600 ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 18 anni, residenti nei dieci Comuni dell’Ambito Oglio Po.

Uno dei laboratori promossi a Viadana

L’intervento mira a contrastare la povertà educativa non solo ampliando l’offerta di attività, ma anche ripensando l’uso di sport e cultura come strumenti educativi accessibili. Il modello prevede che esperienze diverse – una partita, un laboratorio artistico o un’attività di educativa di strada – possano diventare occasioni di apprendimento e di costruzione di legami, se inserite in un contesto accogliente e accompagnate da figure competenti. Fondamentale, nello schema complessivo, il potenziamento dell’hub educativo artistico-sportivo di Viadana, uno spazio gratuito e continuativo aperto in orario extrascolastico, pensato come luogo di incontro e sperimentazione.

Un elemento centrale del progetto è il ruolo delle figure educative: educatori, arteducatori e sporteducatori non vengono impiegati in modo esclusivamente tecnico, ma come mediatori relazionali, facilitatori di gruppo e adulti di riferimento. L’iniziativa promuove anche il protagonismo degli adolescenti, coinvolgendoli in percorsi di espressione, partecipazione e advocacy culturale. I ragazzi non sono considerati solo destinatari delle attività, ma parte attiva nella costruzione del progetto e nella narrazione delle esperienze.

Parallelamente, l’iniziativa mira a rafforzare la comunità educante locale, lavorando in connessione con scuole, servizi sociali, famiglie, associazioni sportive e culturali e amministrazioni comunali, con l’obiettivo di costruire alleanze educative durature e modelli replicabili nel tempo.

I ragazzi coinvolti nel progetto al Save the Bobby

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