Cronaca

Viadana: all'Istituto Sanfelice le T-shirt 'no-slot'

Gli studenti dell’Istituto Sanfelice di Viadana hanno partecipato a un percorso formativo contro la ludopatia, realizzando t-shirt ‘no-slot’, incontri con esperti e attività pratiche nell’ambito del progetto “Scommetto che Smetto”

Al lavoro per realizzare una maglietta 'no-slot'
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Il tratto del fumettista Gianluca “Foglia” Fogliazza aveva già ispirato gli studenti del Polo Romani, coinvolti in un laboratorio di disegno sociale nell’ambito del progetto “Scommetto che Smetto” per realizzare segnalibri con illustrazioni e didascalie.

Ora, a distanza di alcuni mesi, i loro coetanei dell’Istituto Sanfelice di Viadana hanno avuto l’opportunità di traslare pensieri, riflessioni e idee frutto di un percorso di consapevolezza contro la ludopatia, racchiudendo un messaggio di sensibilizzazione in una serie di t-shirt ‘no-slot’, disegnate per l’occasione con il supporto dell’illustratore.

Il riscontro di “Scommetto che Smetto” tra i giovani del territorio è sempre più rilevante, a riprova di un’azione incisiva ed eterogenea che, sfruttando varie modalità e canali comunicativi — laboratori, podcast, video-reel per i social — riesce a raggiungere i ragazzi nel modo più efficace possibile. Uno schema generale promosso dall’Azienda Speciale Consortile Oglio Po e dal Consorzio Casalasco Servizi Sociali, con il finanziamento di Ats Val Padana.

L’illustratore Gianluca Fogliazza durante il laboratorio con gli studenti di Viadana

Attraverso linguaggi diversi, gli studenti del comprensorio diventano così sentinelle attive per la prevenzione di un fenomeno che, su scala nazionale, non accenna ad affievolirsi. Nei giorni scorsi, gli studenti viadanesi hanno partecipato a un percorso di formazione scuola-lavoro, prendendo parte a numerose attività pratiche e formative.

Oltre al laboratorio con il fumettista, i riscontri sono stati positivi anche per i momenti di sensibilizzazione con le esperte del SerD di Viadana, rappresentato dalla psicologa Lara Masotto e dall’assistente sociale Erika Martinelli; per Fondazione Arca è intervenuta la psicologa Lisa Bonfà. Tra le attività svolte, anche un’intervista all’esercente “no-slot” Chiara Vincenzi, titolare del bar “L’Incontro” di Porto Mantovano, accompagnata dalla sorella Alice, educatrice specializzata in dipendenze. Tutti i contenuti prodotti saranno presto condivisi sulle piattaforme digitali del progetto.

Altri protagonisti di questo network trasversale, esteso ai 27 Comuni dell’ambito Oglio Po e agli istituti scolastici del territorio, sono Fondazione Arca, Arca Formazione, Cms, Auser Dosolo, Un Po di Giochi e le ASST di Mantova e Cremona.

Docenti, formatori, esperti e alunni al Sanfelice di Viadana

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