Canneto sull'Oglio saluta Elio Sambinelli
Canneto ricorda Elio Sambinelli, classe 1922, ex marinaio e reduce della prigionia in Germania. Fu attivo nella vita associativa e culturale locale
“Una volta marinaio… marinaio per sempre”: si è scelta questa frase, riportata sul manifesto funebre, per ricordare Elio Sambinelli. Parole che sintetizzano una vita lunga e intensa, ma che non esauriscono le molteplici esperienze di un uomo che, con la sua scomparsa, lascia un vuoto profondo nella comunità di Canneto sull’Oglio.
Un uomo che ha seguito rotte e decadi turbolente. Classe 1922, nato il 12 agosto, Sambinelli ha attraversato alcune delle pagine più complesse del Novecento. Dopo il servizio in Marina, in seguito all’8 settembre 1943 fu deportato in Germania, dove venne costretto a lavorare come calzolaio in un campo di concentramento. Finita la guerra, fece ritorno nella sua Canneto, dove riprese il mestiere di calzolaio, svolto per anni nella propria abitazione, e costruì la sua famiglia insieme alla moglie Angela Tosi.
Accanto al lavoro, costante è stato l’impegno nella vita pubblica e associativa: presidente della sezione locale dell’Associazione nazionale reduci della prigionia e alfiere dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia durante le cerimonie ufficiali. Coltivò inoltre una forte passione per la cultura, la storia locale e l’archeologia, contribuendo alla fondazione dell’Ecomuseo Valli Oglio Chiese e partecipando a lungo al Complesso Bandistico Cannetese.
Una figura poliedrica, dunque, profondamente legata al territorio e punto di riferimento per la comunità. Le esequie si terranno domani alle 15, con partenza dalla casa funeraria di via Roma 34 e successiva celebrazione nella chiesa del Carmine. Al cordoglio dei cittadini si è unita anche l’amministrazione comunale, che ha ricordato il 103enne come “reduce dalla prigionia, appassionato cultore di musica e storia locale che, per il costante impegno profuso, lascia un segno indelebile nella storia della nostra comunità”.