Scuola e Università

Bando Chiarini, ecco la classifica: due scuole cremonesi al secondo e terzo posto

"Grazie a queste realtà che ci insegnano come il mestiere dell’insegnante sia una modalità per apprendere insieme e per costruire una comunità davvero educante" commentano dall'associazione Persona Ambiente

Nella foto un momento della premiazione a Casa Cervi a Gattatico
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Vince la scuola di Corniglio, in provincia di Parma, l’edizione 2026 del bando Umberto Chiarini ideato dall’associazione Persona Ambiente. Ma Cremona porta due istituti nei primi quattro posti: sul secondo gradino del podio si piazza la scuola dell’infanzia Agazzi di Cremona, con un progetto dedicato a un quartiere a misura di bambino.

«Siamo felici di ricevere il supporto dell’amministrazione comunale per portare avanti i progetti, almeno quelli più semplici, e realizzarli nel più breve tempo possibile, rendendo il quartiere più vivibile per i nostri bambini e per tutti i cittadini».

Al terzo posto il Polo Romani di Casalmaggiore con “Obiettivo Terra”, un progetto che racconta l’ambiente attraverso la fotografia, con uno sguardo particolare rivolto alla golena.

«Vi invitiamo all’appuntamento, previsto per fine maggio, per poter toccare con mano la realizzazione di questo progetto, che mette in campo diversi aspetti: fotografico, culturale e tecnologico. Tutti in golena, quindi, per valorizzare questo meraviglioso ambiente e territorio che è il Casalasco».

«L’aspetto più affascinante di quest’anno – spiega Mauro Ferrari, sociologo e docente, da sempre parte dell’associazione Persona Ambiente – è che tutte le scuole lavorano insieme: insegnanti, bambini e studenti. Ma lavorano anche per ricreare e generare comunità, lanciando messaggi al mondo e attivando forme di collaborazione straordinariamente interessanti. In alcuni casi permettono addirittura alle amministrazioni comunali di raccogliere le loro intuizioni e metterle in pratica, con progetti di arredo urbano e di revisione della viabilità.

Sono scuole aperte al mondo, con radici molto profonde e germogli che stanno producendo frutti straordinariamente ricchi. Grazie a queste realtà che ci insegnano come il mestiere dell’insegnante sia una modalità per apprendere insieme e per costruire una comunità davvero educante».

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