Cronaca

Bozzolo, anche il Cardinale Repole in preghiera per don Primo Mazzolari

A suggellare la conclusione delle celebrazioni, un momento particolarmente significativo: la benedizione del murales all’ingresso del paese, realizzato dai giovani di Bozzolo e dedicato proprio a don Primo Mazzolari

Il murales benedetto al termine della messa (video Alessandro Osti)
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Una chiusura speciale per la due giorni dedicata a don Primo Mazzolari, il sacerdote che con la sua predicazione ha fatto conoscere Bozzolo nel mondo e che proprio la comunità locale continua a custodire e valorizzare nel tempo.

Dopo i numerosi incontri e appuntamenti organizzati dal Comitato Scientifico della Fondazione don Mazzolari, pensati per approfondire la personalità, la vita e le opere del sacerdote, domenica – in occasione del 67° anniversario della sua morte – si è tenuta la Santa Messa concelebrata dal vescovo di Cremona Antonio Napolioni e dal cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino.

Proprio il cardinale Repole, nell’omelia, ha sottolineato alcuni tratti profondi della figura di don Primo, definito la “tromba dello Spirito Santo in Val Padana”. «Don Primo – ha detto – è stato un uomo audace e profetico. Ma da dove nasceva questa audacia? Dall’incontro con il Vivente, che abitava in lui e che lui stesso accoglieva nella sua vita. La sua profezia non derivava dall’essere fuori dagli schemi, ma da un’esperienza personale, autentica, simile a quella di Tommaso».

Nel suo intervento, il cardinale ha citato anche don Michele Do, sacerdote piemontese legato a don Mazzolari, che descriveva così il suo percorso spirituale: «Di tutta la sua vita don Primo ha fatto una lunga ruminazione evangelica. Non una lettura dotta o erudita, ma diretta, quasi “selvaggia”, un Vangelo sine glossa. La sua anima nuda era un Vangelo nudo». Un modo profondamente personale di leggere e vivere il messaggio evangelico, sempre filtrato attraverso l’esperienza e il cuore.

Il Cardinale Repole e il Vescovo Napolioni in preghiera sulla tomba di don Primo

A suggellare la conclusione delle celebrazioni, un momento particolarmente significativo: la benedizione del murales all’ingresso del paese, realizzato dai giovani di Bozzolo e dedicato proprio a don Primo Mazzolari.

«Il murales – spiega l’arteducatore Stefano Delvò – rappresenta don Primo come simbolo di valori e insegnamenti etici e morali. Al centro sono raffigurate le mura storiche di Bozzolo, mentre il titolo, “Il domani si dipinge oggi”, richiama il futuro. Sulla parete è presente anche l’albero di gelso, simbolo dello stemma del paese, che viene colorato da un bambino: una metafora dei giovani che hanno lavorato a questo progetto».

Un’iniziativa che guarda al futuro, come sottolinea anche il sindaco Giuseppe Torchio: «I nostri giovani stanno facendo cose meravigliose e stanno cambiando la sensibilità della comunità, orientandola verso il bello e l’impegno. È solo l’inizio di un percorso che porterà a tante altre iniziative».

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