Fortune racconta Pennelli Cinghiale: dallo spot cult alle sfide del futuro
Un viaggio nella storia dell’azienda viadanese sulle pagine del magazine Fortune Italia. Dallo spot cult alle strategie attuali, emerge un percorso tra identità, legame con il territorio e valorizzazione del Made in Italy sul mercato internazionale
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La genesi di uno spot iconico, la storia dell’azienda e il racconto del suo percorso: dai primi passi a Cicognara, con l’intuizione del fondatore Alfredo Boldrini – che diede, da precursore, un’impronta benefit alla realtà viadanese in anticipo di decenni rispetto al concretizzarsi dello stesso concetto di società benefit – fino a diventare un simbolo del Made in Italy a livello internazionale.
Fortune Italia ha dedicato un servizio a Pennelli Cinghiale. In un’intervista a Eleonora Calavalle, CEO dell’azienda e nipote del fondatore, scomparso nel 2014, il magazine ha ripercorso le tappe essenziali dell’azienda di Viadana, partendo – inevitabilmente – dal leggendario spot del 1982.
Un’idea condivisa allora da Boldrini con Ignazio Colnaghi, tra i più importanti pubblicitari del tempo. Una pubblicità che si è impressa nell’immaginario collettivo anche per la presenza del caratterista Enzo De Toma, che interpretava l’imbianchino, e dell’attore Francesco Papi nei panni del vigile, e per il loro scambio di battute, ancora oggi uno slogan efficace e ripetuto.
Una campagna promozionale che contribuì alla fortuna del marchio: “Da allora siamo un’azienda famosa ed anche pop”, ha dichiarato Calavalle a Biagio Picardi, giornalista dell’edizione italiana del noto magazine che ha condotto l’intervista, pubblicata anche sul sito della testata.
Una panoramica in cui ha trovato spazio il legame con il territorio viadanese, sede di un importante distretto della scopa e del pennello, e la creazione del Museo del Tempo, inaugurato nel 2022. Un percorso espositivo che alterna cimeli di architettura industriale e fotografie, frutto del lavoro dell’artista Duty Gorn, per rispecchiare l’idea di Calavalle di “un museo moderno e colorato”.
Sempre sulle colonne di Fortune Italia si è parlato anche del presente, con il tema dei dazi sullo sfondo che – come ricordato dall’imprenditrice – non è motivo di preoccupazione (“Il prodotto italiano, dal punto di vista dei costi, è competitivo e dalle nostre analisi resta appetibile nonostante i dazi”, ha dichiarato la CEO di Pennelli Cinghiale) e delle sfide che, comunque, le realtà ambasciatrici del Made in Italy devono affrontare quotidianamente sui mercati internazionali.
