Le scuole disegnano il futuro: al lavoro per il logo della CER Casalasco-Viadanese
Presentato al MuVi il bando che affida alle scuole la creazione del logo della CER Casalasco-Viadanese. Un’iniziativa che lega educazione, identità territoriale ed energia condivisa
Le scuole di dieci comuni sono al lavoro per realizzare il nuovo logo della CER Casalasco-Viadanese. Il bando è stato presentato mercoledì al MuVi di Viadana proprio agli istituti scolastici, che diventano così protagonisti di questa iniziativa.
«Gli obiettivi del bando – spiega Damiano Chiarini – sono quelli di condensare in un segno grafico, innanzitutto, il territorio. Il nostro è un territorio racchiuso tra il fiume Oglio e il fiume Po, ma anche di sintetizzare il concetto di comunità: persone che si mettono insieme per condividere virtualmente l’energia rinnovabile prodotta dal fotovoltaico. È importante per noi il coinvolgimento dei giovani, non solo come gesto artistico da parte delle scuole, ma anche come occasione di divulgazione di questa forma di condivisione dell’energia. Se vogliamo dare risposte all’incremento dei prezzi e alla povertà energetica, servono azioni concrete: questa è una delle piccole azioni che possiamo fare senza grandi impegni».
Gli artisti locali Marco Goi e Giorgio Tentolini – ai quali potrebbero aggiungersene altri – fanno parte della commissione artistica che inciderà sul punteggio finale, insieme al voto online. Nel frattempo, diversi docenti e dirigenti scolastici hanno raccolto informazioni per consentire agli istituti di partecipare.
A fare gli onori di casa è stato Nicola Cavatorta, sindaco del comune più grande del Comprensorio Oglio Po, Viadana. «La fondazione CER Casalasco-Viadanese ha fatto bene a coinvolgere gli istituti scolastici in questo progetto, anche per far conoscere l’attività che, dalla sua fondazione nel novembre 2024, sta portando avanti», ha dichiarato.
Sempre a Viadana si è tenuta sabato l’assemblea dei soci della CER, con un bilancio che promette risultati incoraggianti. «Potenzialmente, bilanciando bene produzione e consumi, si possono generare oltre 150mila euro di fondo di solidarietà», ha concluso Chiarini.