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Terre dei Gonzaga, ok il bilancio. Mazza polemica: "Rivarolo abbandonata"

Mazza ha evidenziato che nello Statuto dell’Unione è scritto che i Comuni di Bozzolo e Rivarolo Mantovano trasferiscono all’Unione tutte le funzioni gestite in forma unificata, ma che di fatto non è così

In foto Maria Teresa Mazza, consigliere di minoranza a Rivarolo Mantovano

Il 30 aprile, nei termini previsti dalla legge, il Consiglio dell’Unione Terre dei Gonzaga ha approvato, con 6 voti favorevoli, 1 astenuto e 1 contrario, il bilancio consuntivo dell’esercizio finanziario 2025.

La seduta, caratterizzata da numerosi interventi, è stata presieduta dal vicepresidente Giuseppe Torchio, in quanto il presidente in carica, il sindaco di Rivarolo Massimiliano Galli, era assente per un impegno legato a uno sfratto esecutivo.

La discussione è stata accesa dalle riflessioni sull’Unione e sul Conto consuntivo dell’unica componente di minoranza di Rivarolo, Maria Teresa Mazza, che ha dichiarato come “l’Unione sia nata quasi 10 anni fa per gestire tutti i servizi in forma unificata e per ridurre i costi, ma ad oggi sembra che l’effetto dell’Unione sia stato quello di “abbandonare i rivarolesi al loro destino”, nel senso che l’Unione non è operativa. Lo dimostrerebbe il fatto che da mesi il Comune di Rivarolo Mantovano è in sofferenza, con uffici chiusi al pubblico, disservizi, disagi e mancate risposte ai cittadini per mancanza di personale”.

Mazza ha evidenziato che nello Statuto dell’Unione è scritto che i Comuni di Bozzolo e Rivarolo Mantovano trasferiscono all’Unione tutte le funzioni gestite in forma unificata, ma che di fatto non è così: i servizi come segreteria e protocollo, ufficio tecnico, manutenzioni del territorio e del verde pubblico sono gestiti in modo differente. Bozzolo, secondo la consigliera, utilizza personale trasferito all’Unione, mentre Rivarolo li gestisce prevalentemente con personale interinale proveniente da cooperative, consulenti esterni, liberi professionisti o personale di altri Comuni non aderenti all’Unione, con costi notevolmente superiori.

Ha inoltre aggiunto che “entro la data del 30 aprile il Comune di Rivarolo Mantovano non ha ancora né presentato né, tantomeno, approvato il Conto consuntivo, come tra l’altro dichiarato dal consigliere Fantini sugli organi di stampa, perché “mancano i dati del responsabile finanziario”, che di fatto è ancora il sindaco Galli, e che, con queste affermazioni, era problematico approvare il consuntivo dell’Unione senza conoscere quello di uno dei due Comuni che la compongono.

Ha quindi chiesto “come mai, in primis il presidente, la giunta nonché la maggioranza dell’Unione, a fronte di queste dichiarazioni da cui traspare incertezza su un documento fondamentale per il funzionamento dell’ente, non abbiano essi stessi chiesto spiegazioni per la mancanza di dati nell’ultimo giorno utile per la loro puntuale approvazione”.

Marcante ha proposto il rinvio del Conto consuntivo dell’Unione in attesa dell’approvazione di quello di Rivarolo, per poi abbandonare l’aula, anche a seguito di un battibecco tra Mazza e Fantini sulla mancanza dei dati del responsabile del servizio, individuato nel sindaco Galli, questione riferita al solo Comune di Rivarolo e non all’intera Unione, avendo preso atto della mancata risoluzione dei problemi di funzionalità dell’Unione stessa da ormai un paio d’anni.

Il consigliere Vitali, assessore al Bilancio del Comune di Bozzolo, interpellato da Mazza sulla scadenza del consuntivo, ha sottolineato come già nel 2017 avesse dato la propria disponibilità a occuparsi della gestione finanziaria dell’Unione, senza però ricevere riscontro positivo. Ha aggiunto che, solo recentemente, alla luce delle difficoltà emerse, gli è stata richiesta collaborazione, che tuttavia ha deciso di non concedere. Ha poi evidenziato l’importanza di mantenere un dialogo con le minoranze, sottolineando di aver sempre operato in questa direzione nel Comune di Bozzolo.

Torchio, pur concordando con la proposta di Marcante del rinvio, ha proposto l’approvazione del Conto consuntivo per evitare le ricadute di legge derivanti dalla mancata approvazione entro il 30 aprile, che avrebbe comportato gravi conseguenze, tra cui il blocco dell’avanzo di amministrazione, il divieto di assunzioni di personale e la segnalazione alla Corte dei Conti.

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