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Viadana, Cavatorta fa il punto sui contenziosi: “Fondo capiente”

Contenziosi, sentenze e fondi accantonati: Nicola Cavatorta rassicura sulla situazione del Comune e richiama i recenti pronunciamenti favorevoli all’ente

ll sindaco di Viadana Nicola Cavatorta
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Il sindaco Nicola Cavatorta interviene in merito alla situazione dei contenziosi che vedono coinvolto l’ente locale. Una precisazione, quella del primo cittadino, scaturita dall’input di Fabrizia Zaffanella, candidata progressista che aveva posto l’attenzione sulle cause in essere e sulla loro evoluzione, anche in luce del perimetro d’azione della prossima amministrazione.

Nella propria replica, Cavatorta ha precisato che molti dei contenziosi sono stati ereditati dall’attuale amministrazione e altrettanti sono stati chiusi. Il sindaco ha voluto rassicurare l’esponente di Io Cambio: “Il fondo contenziosi è sufficientemente capiente. Inoltre, c’è il fondo accantonamento da 3,8 milioni di euro che in febbraio abbiamo incassato da Italgas, grazie all’annullamento del lodo con conseguente ordinanza del Tribunale di Torino di restituzione dei soldi versati”. Nel proprio excursus, il primo cittadino ha citato altri casi in cui, sostanzialmente, sono state riconosciute le ragioni dell’ente.

“Con sentenza di aprile – precisa Cavatorta – il Tar di Brescia ha rigettato il ricorso proposto dal consorzio Viadana 2, rendendo giustizia della legittimità della variante generale del nuovo Piano di Governo del Territorio approvato nel 2024 e della correttezza dell’operato dell’Amministrazione Comunale.

A marzo di quest’anno è stato respinto il primo grado di giudizio della vicenda promossa da un ex amministratore del Plaza.

La Corte d’Appello di Brescia, con sentenza depositata l’11 marzo 2026, ha rigettato integralmente l’appello proposto da Vodafone, confermando la decisione di primo grado e la legittimità della richiesta del Comune relativa ai canoni per l’utilizzo di alcune aree comunali su cui sono installati impianti di telefonia”.

Puntualizzazioni anche sulla questione Coevit: “Il giudizio di secondo grado ha stabilito che la risoluzione del contratto dell’epoca non era colpa dell’Ente. Adesso sono pendenti due cause in Cassazione, ma nel fondo contenzioso è stata ampiamente prevista un’eventuale soccombenza”.

Una panoramica in cui trova spazio anche la vicenda di Palazzo Fabi: “Tutti i gradi di giudizio hanno dato ragione sulla legittimità e correttezza delle nostre azioni. Rimane massima la nostra disponibilità per trovare una soluzione condivisa con ditta e Soprintendenza”.

Rassicurazioni anche sulla partita del Teatro Vittoria: “Non c’è ancora una sentenza, ma ci sono tutte le cifre per far fronte a una sentenza avversa”. In chiusura, un’ulteriore riflessione di carattere generale: “Il fondo contenzioso accantonato è stato calcolato in modo puntuale e prudenziale e a oggi non si ritiene che l’Ente possa trovarsi in difficoltà. Chiudiamo questo mandato senza lasciare situazioni di precarietà. Siamo comunque ottimisti sul fatto che i risultati delle cause possano volgere a nostro favore. Inoltre, negli ultimi anni l’Ente ha vinto tutta un’altra serie di contenziosi che non riguardano l’aspetto finanziario contingente”.

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