Boles, il Casanova meno conosciuto... e quel finale coi Nirvana
Il Teatro all’Antica di Sabbioneta ha ospitato una performance intensa, tanto sul piano narrativo quanto su quello fisico, con Boles protagonista assoluto della scena
La leggenda di Giacomo Casanova raccontata da una prospettiva inedita. Ha riscosso interesse e apprezzamento l’esperimento teatrale scritto e interpretato da Giuseppe Boles, realizzato con il supporto della Fondazione Sabbioneta Heritage.
«“L’adolescenza oscura di Giacomo Casanova” – spiega Boles – racconta i suoi primi vent’anni di vita, un periodo che quasi nessuno ha mai approfondito. È stato un lungo lavoro di ricerca storica, accompagnato dalle note di violino e violoncello, per alleggerire un monologo molto intenso. Nonostante abbia dovuto tagliare moltissimo materiale, Beatrice Marozza e Antonio Madej mi accompagnano in questa narrazione, perché la vita di Casanova è stata davvero straordinaria. In quegli anni visse tra Padova, Venezia, Roma, Napoli, Corfù e Costantinopoli: una vita errabonda che avrebbe poi continuato a caratterizzarlo anche negli anni successivi».
Il Teatro all’Antica di Sabbioneta ha ospitato una performance intensa, tanto sul piano narrativo quanto su quello fisico, con Boles protagonista assoluto della scena. «Mi ha affascinato perché tutto è nato lo scorso anno, in occasione del trecentesimo anniversario della nascita di Casanova – prosegue Boles –. Conoscevo già il personaggio, ma come molti lo associavo soltanto alla figura del seduttore. Leggere la sua autobiografia è stata un’impresa: dieci volumi per oltre quattromila pagine, un vero viaggio nella vita del Settecento. Ho scoperto un personaggio incredibile, forse uno dei più affascinanti mai esistiti. È un’epoca che segna la fine dell’Ancien Régime e l’inizio della modernità, e Casanova rappresenta davvero uno degli ultimi esempi del nobiluomo di antico stampo».
Lo spettacolo ha proposto anche un inatteso collegamento musicale con i giorni nostri, guardando in particolare alla scena di Seattle e ai Nirvana. «Il finale sarà sorprendente anche dal punto di vista musicale – conclude Boles – con un richiamo alla città di Seattle e al fenomeno del grunge».