Cultura e spettacoli

Un Casanova poco conosciuto: Boles presenta la sua adolescenza oscura

La rilettura e la riscrittura curate da Boles hanno richiesto tre anni di lavoro, aprendo anche alla possibilità di un futuro seguito. Il tutto in una cornice prestigiosa come quella del Teatro all’Antica

La locandina dello spettacolo
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“Storia della mia vita”, scritta in francese, è la monumentale autobiografia di Giacomo Casanova: un’opera mastodontica di oltre 4.300 pagine che racconta una figura leggendaria, spesso avvolta da luoghi comuni. Proprio Casanova sarà protagonista, il prossimo 7 maggio alle ore 21.15, dello spettacolo scritto e interpretato da Giuseppe Boles al Teatro all’Antica di Sabbioneta. Uno spettacolo che presenta una particolarità originale.

«Famoso per le sue amanti – spiega il casalese Boles – definirlo semplicemente un seduttore è decisamente riduttivo. Casanova era un intellettuale a tutto tondo: nella sua vita fu imprenditore tessile, studioso di medicina, astronomo, spia dell’Inquisizione e persino controspia della massoneria. La sua biografia monumentale, composta da dieci volumi per oltre 4.000 pagine, racconta i primi cinquant’anni della sua esistenza.

I capitoli che mi hanno maggiormente interessato, però, sono quelli meno conosciuti: l’adolescenza. È proprio da qui che prende avvio lo spettacolo, non a caso intitolato “L’adolescenza oscura di Giacomo Casanova”. Un periodo in cui fu prima aspirante sacerdote e poi soldato — inizialmente in modo rocambolesco, quindi effettivo — della Serenissima. Si tratta di un Casanova meno raccontato, meno conosciuto e anche meno documentato storicamente, ma sappiamo quanto i primi vent’anni di vita siano fondamentali nel plasmare il futuro di una persona».

La rilettura e la riscrittura curate da Boles hanno richiesto tre anni di lavoro, aprendo anche alla possibilità di un futuro seguito. Il tutto in una cornice prestigiosa come quella del Teatro all’Antica.

«Saranno due ore che scorrono velocemente – aggiunge – anche grazie all’accompagnamento musicale di Beatrice Marozza al violino e Antonio Amadei al violoncello, che renderanno il racconto ancora più coinvolgente. L’obiettivo, non meno importante, è che gli spettatori si alzino dalle loro sedute più ricchi di quando si sono seduti: più ricchi di conoscenza».

Lo spettacolo rappresenta anche un omaggio alla città di Sabbioneta. «Ringrazio l’amministrazione comunale e la Fondazione Heritage per aver voluto patrocinare questo evento insieme al Comune».

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