Il maltempo non risparmia l’antico vivaio Oneda: spezzata la storica scritta
Le fortissime raffiche hanno provocato gravi danni alla struttura; fondato nel 1910 da Oneda Francesco, orticoltore e vivaista considerato uno dei pionieri del vivaismo nella provincia di Cremona
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Il violento maltempo che nel pomeriggio del 2 giugno 2026 ha colpito il territorio casalasco, con raffiche di vento che hanno superato i cento chilometri orari, ha lasciato dietro di sé una lunga scia di danni. Tra gli edifici maggiormente colpiti figura uno dei luoghi simbolo della storia agricola e vivaistica cremonese, l’antico vivaio della famiglia Oneda, a Casteldidone.
Le fortissime raffiche hanno provocato gravi danni alla struttura; fondato nel 1910 da Oneda Francesco, orticoltore e vivaista considerato uno dei pionieri del vivaismo nella provincia di Cremona. Oltre un secolo di storia e tradizione messi duramente alla prova, in poche ore da un evento atmosferico di eccezionale intensità.

“Per chi conosce il valore storico di questo luogo – commenta Lorenzo Maria Oneda – lo scenario che si presenta oggi è motivo di profonda tristezza. Vedere danneggiato un vivaio che rappresenta una delle più antiche testimonianze dell’attività vivaistica cremonese suscita un senso di smarrimento difficile da descrivere. Non si tratta soltanto di danni materiali, ma di una ferita inferta a una parte significativa della memoria del territorio.
In mezzo alla devastazione emerge però un particolare. L’edicola votiva dedicata a Sant’Antonio, situata all’esterno del complesso, è rimasta sorprendentemente intatta nonostante i danni subiti dall’edificio. L’immagine richiama alla memoria la celebre scena della “Madonnina del Borghetto” nel film Don Camillo monsignore… ma non troppo. Nel film, degli uomini cercano di abbattere una piccola cappella trainandola con un camion e un robusto cavo d’acciaio. Ma non è la cappella a cedere, bensì è il cavo che si spezza, mentre la Madonnina resta immobile al suo posto. Una scena che è diventata il simbolo della forza della fede e delle tradizioni di fronte alle avversità e alle calamità.
Anche a Casteldidone, davanti ai danni provocati dal vento, colpisce vedere come l’edicola di Sant’Antonio sia rimasta indenne. Un particolare che è stato letto come un segno di speranza; gli edifici possono essere feriti dal tempo e dalle intemperie, ma i valori, la memoria e la fede che essi custodiscono continuano a resistere.

All’esterno del vivaio è ancora visibile la scritta che racchiude lo spirito e la filosofia del suo fondatore, Francesco Oneda: “VIVAI FONDATI 1910 – AMICO BUONO CON IL LAVORATORE – EVIPERA CONTRO IL MOLESTATORE – E TU CHE VAI NEI CAMPI – PREGA DIO E RISPETTA I SANTI – ONEDA PIANTE”
Le immagini dell’antico vivaio ferito dal maltempo raccontano meglio di ogni parola la forza distruttiva dell’evento del 2 giugno.