“Un vago profumo di gelsomino”: il romanzo di Ventura conquista gli Amici del Po
Pubblico numeroso agli Amici del Po per la presentazione di "Un vago profumo di gelsomino". Stefano Ventura ha conversato con Giovanna Anversa raccontando temi, personaggi e ambientazioni del suo nuovo giallo noir
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Pubblico delle grandi occasioni, domenica pomeriggio a Casalmaggiore, presso la terrazza del ristorante Mada all’Associazione Amici del Po, per la presentazione del nuovo libro dello scrittore casalese Stefano Ventura dal titolo: “Un vago profumo di gelsomino” edito da Curcio collana Thrill.
Ad aprire l’evento è stato Alessandro Acquaroni con un ricordo di Stefano Ventura, suo ex professore di Scienze Motorie a Viadana a Ragioneria e suo allenatore nella squadra di basket.
Giovanna Anversa, con profonda competenza e riflessioni ricercate, ha dialogato con l’autore, ponendogli domande mirate relative alla nuova ispirazione e alle scelte sceniche di questo giallo noir che si discosta dai precedenti generi storico-fantastici. La conduzione di Giovanna Anversa è stata molto particolare, su elementi emergenti collegati alla trama, ma senza fare riferimento al testo, poiché le letture spiegavano già da sé.
L’autore ha affermato di essersi ispirato al commissario Maigret che seguiva i casi sempre supportato dalla moglie e così il suo personaggio, il commissario Greco, è affiancato dall’acuta e stimolante moglie Elena. E tutto nasce da un rossetto, nonché da una ricerca intrinseca, collegata al rossetto ed al suo strano e misterioso proprietario.
Poi la scelta dell’ambientazione a Roma, “caput mundi”, così ricca di storia, di arte, di quadri fantastici, tra i quali il Caravaggio, pittore preferito da Ventura. La capitale con i caratteristici clochard, i senza tetto che, nel romanzo, si trasformano in strumenti preziosi di quel popolo invisibile della città.
E Tallinn, in Estonia, per le ricerche ecologiche sul riscaldamento globale come aspetto innovativo e perché no sociale.
Nel testo sono magicamente citati altri luoghi esteri ed italiani dai profondi trascorsi di storia o divenuti importanti per le loro iniziative legate al progresso, alla salvaguardia della natura, all’ecologia e alla ricerca che ha per obiettivo migliorare la qualità della vita.
Arianna Novelli, particolarmente splendida, dal volto bellissimo, con la sua voce calda e suadente, più che lèggere, ha recitato, da grande attrice, alcune pagine del libro di Stefano Ventura. La sua mimica lasciava intuire agli spettatori, attraverso l’immaginazione, il seguito delle frasi, apposta spezzate per creare suspence e per non svelare tutta la trama.
Un libro in cui l’autore degli omicidi lascia sempre sul corpo delle vittime un segno: cinque fiori di gelsomino. Ecco che qui entra in campo l’aspetto della simbologia, della numerologia, del mistero, dell’esoterismo, del culto della Dea Madre. Aspetti che Stefano Ventura padroneggia magistralmente quale esperto ricercatore di storia.
Una recensione della dottoressa Daniela Agatensi sul libro di cui ha così affermato: “Giallo noir affascinante, dalla trama intrigante e coinvolgente, personaggi non scontati, che invitano alla profonda osservazione del comportamento di ognuno di essi. Stile pulito e mai banale. Linguaggio dinamico, scorrevole ed immediato con dialoghi alternati alla narrazione esterna. “Un vago profumo di gelsomino” potrebbe divenire la base per una sceneggiatura cinematografica o per una fiction televisiva perché, nel leggere il libro, le scene si susseguono chiare, una dopo l’altra e con personaggi reali, facendoti quasi divenire un partecipe spettatore”. Stefano Ventura ha concluso: “Il nuovo genere giallo noir mi sta entusiasmando e proseguirà con una nuova indagine del commissario Greco in una futura pubblicazione”.
