Cultura e spettacoli

Le Notti di Quattrocase sono sempre una certezza: i fondi per la chiesa parrocchiale

Dietro il successo della manifestazione c'è il lavoro di oltre 150 volontari. «Sono loro l'anima e il motore della festa. Senza il loro impegno tutto questo non sarebbe possibile», sottolinea Vezzoni

Un momento della serata di sabato (video Alessandro Osti)
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Tre serate di musica, buon cibo e migliaia di presenze hanno confermato ancora una volta il successo della festa di Quattrocase, andata in scena nello scorso weekend. Un appuntamento ormai diventato una tradizione, organizzato dal Gruppo Emergenti, che guarda già al prossimo grande evento in programma a fine agosto: la Festa della Zucca.

Ormai Quattrocase è una certezza: non una sera, ma tre sere, anzi tre notti di festa, con un intero weekend che ogni anno registra il tutto esaurito.

L’associazione, nata nel 2012, ha raccolto l’eredità di Virginio Vareschi, ideatore alla fine degli anni Ottanta della storica giornata dello gnocco fritto. «Era partita come una cena tra amici per raccogliere fondi da destinare alla beneficenza. Noi abbiamo proseguito quel percorso, trasformando le due giornate di festa, una a giugno e una ad agosto, in due appuntamenti di tre giorni ciascuno» commenta il presidente del Gruppo Emergenti, Daniele Vezzoni.

Dietro il successo della manifestazione c’è il lavoro di oltre 150 volontari. «Sono loro l’anima e il motore della festa. Senza il loro impegno tutto questo non sarebbe possibile», sottolinea Vezzoni.

La cucina resta uno dei punti di forza dell’evento, interamente gestita dall’associazione. I tortelli d’erbetta vengono preparati dalle donne del paese, mentre da luglio inizierà la produzione degli oltre 800 chili di tortelli di zucca destinati alla Festa della Zucca, in programma il 28, 29 e 30 agosto.

Le due manifestazioni condividono lo stesso obiettivo: raccogliere fondi per il territorio. «Il ricavato viene reinvestito nelle strutture dell’oratorio e della parrocchia. Dopo la Festa della Zucca partirà probabilmente l’intervento più importante: il rifacimento del tetto della chiesa parrocchiale, un edificio del Settecento, e il recupero delle sue parti esterne», conclude Vezzoni.

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