Cronaca

È tornata la Festa dei Popoli: a Casa Paola la pace è un impegno quotidiano

Se lo scorso anno la Festa dei Popoli aveva proposto un collegamento con Gaza, quest'anno, accanto ai momenti di festa, ai balli e ai canti che celebrano l'incontro tra culture diverse, il momento di riflessione è stato affidato a don Bruno Bignami

In foto la messa celebrata da don Bignami e padre Zambotti (video Alessandro Osti)

È tornata la Festa dei Popoli e, ancora una volta, il tema centrale non poteva che essere la pace. A Casa Paola di Rivarolo del Re è da sempre il filo conduttore dell’iniziativa, ma quest’anno assume un significato ancora più profondo, in un momento storico in cui i conflitti internazionali fanno temere che il mondo possa davvero bruciare.

«Ascoltando gli interventi di questa mattina – ha detto padre Francesco Zambotti durante la celebrazione – ci rendiamo conto che quello della pace è un tema vastissimo. Nella mia omelia vorrei soffermarmi soprattutto sulla dimensione interiore della pace, quella che coincide con l’amore di Dio. Degli uomini mi fido fino a un certo punto, mentre mi affido completamente a Dio Padre, che guida il mondo anche in modo nascosto e misterioso verso una pace che nasce dall’amore. I dibattiti sono importanti e intelligenti, ma ciò che conta davvero è ciò che accade dentro di noi. La pace nasce dalla preghiera, dalla contemplazione e dall’ascolto. Oggi Dio continua a parlare, ma spesso nessuno sa più ascoltarlo: è questo il vero problema. Solo da una pace interiore può nascere una comunicazione autentica che riporti l’uomo al centro dell’amore e, quindi, al vero significato della pace».

Se lo scorso anno la Festa dei Popoli aveva proposto un collegamento con Gaza, quest’anno, accanto ai momenti di festa, ai balli e ai canti che celebrano l’incontro tra culture diverse, il momento di riflessione è stato affidato a don Bruno Bignami, intervenuto con la conferenza “La pace: nostra ostinazione”, ispirata al pensiero di don Primo Mazzolari.

«L’insegnamento di Mazzolari – ha spiegato don Bignami – resta di straordinaria attualità. Avendo vissuto dall’interno le due guerre mondiali, ci invita a guardare ai conflitti con uno sguardo diverso. Oggi le guerre coinvolgono sempre più i civili e la potenza degli arsenali è devastante, non solo per le persone ma anche per i territori. Tutto questo ci obbliga a ripensare il nostro approccio al tema della guerra. Parlare di pace diventa quindi fondamentale, soprattutto in luoghi come questo, dove le persone vengono accolte e trovano una possibilità di rinascita. La pace si costruisce nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nei sindacati, nei partiti: è una cultura. Ed è proprio questo che Mazzolari ci ha insegnato».

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