Cronaca

Nigeriano accoltellato dopo la lite: per la compagna, divieto di avvicinamento

Disposto anche il braccialetto elettronico per la 25enne che il 7 luglio a Martignana di Po ha ferito il partner con un coltello. "Mi sono difesa", aveva detto al gip

L'ambulanza e l'elisoccorso intervenuti a Martignana di Po

Arresti domiciliari convertiti nel divieto di avvicinamento, al luogo di dimora e di lavoro del compagno e allontanamento dalla famigliare di via Caravaggio. Questo quanto deciso dal gip che ieri ha interrogato  Elizabeth, la 25enne nigeriana accusata di lesioni personali aggravate per aver accoltellato il compagno Ogie, 40 anni, al culmine di una lite familiare avvenuta nella serata di martedì 7 luglio a Martignana di Po. L’uomo è ancora ricoverato in ospedale, ma non è in pericolo di vita.

Alla 25enne, assistita dall’avvocato Raffaella Parisi, sarà applicato il braccialetto elettronico. Davanti al giudice, Elizabeth aveva confermato il litigio, sostenendo però di essere stata provocata dal compagno e di essersi solo difesa. Secondo la versione della 25enne, lui l’avrebbe ripresa dopo averla sentita parlare al telefono. L’uomo, forse per gelosia, si era alterato, e i due avevano cominciato a discutere animatamente. Ad un certo punto, è la versione della donna, il compagno avrebbe preso per primo il coltello, e lei avrebbe reagito per difesa.

La coppia, che ha una bimba di cinque annivive in Italia dal 2017 in una casa in affitto. La 25enne lavora come aiuto cuoco part time, mentre il compagno è un operatore ecologico. Non è la prima volta che tra i due scoppia una lite. In precedenza i carabinieri erano già intervenuti quattro volte nell’appartamento dei nigeriani.

La sera di martedì ad aprire la porta ai carabinieri era stato il ferito, che stava tentando di arrestare la perdita di sangue provocata da una lacerazione al costato tamponandola con una maglietta. Era stato lui a dire ai carabinieri di essere stato colpito dalla compagna. Nell’abitazione è stato trovato un coltello da cucina di grosse dimensioni che i militari hanno sequestrato.

Il 40enne era stato affidato ai sanitari del 118 e trasportato in elicottero, in codice rosso, all’ospedale di Brescia. La donna, che presentava alcuni segni riconducibili alla colluttazione, era stata invece accompagnata prima all’ospedale di Casalmaggiore e poi condotta nella caserma di Gussola.

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