Contro la siccità si “sbloccano” i bacini idroelettrici: 1 milione di metri cubi per l’Oglio
Tra i dossier in discussione figurano anche opere strategiche, come il progetto dello sbarramento del cuneo salino, considerate fondamentali per affrontare in maniera più efficace le future crisi idriche
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La crisi idrica continua a tenere alta l’attenzione in Lombardia. È quanto emerso dal Tavolo regionale dedicato alla gestione della risorsa idrica durante la stagione irrigua, convocato dagli assessori regionali alle Reti e Servizi di pubblica utilità, Massimo Sertori, e all’Agricoltura, Alessandro Beduschi.
Non mancano alcuni elementi positivi. Il primo riguarda gli accordi raggiunti con i gestori dei bacini idroelettrici, che consentiranno un rilascio straordinario di acqua a favore dell’irrigazione. In particolare, saranno messi a disposizione 5 milioni di metri cubi dal lago di Como per il bacino dell’Adda e 1 milione di metri cubi per il bacino dell’Oglio, risorse che dovrebbero garantire un importante sollievo ai territori maggiormente interessati.
Un secondo segnale incoraggiante arriva dalle precipitazioni degli ultimi giorni. Nell’area servita dal Consorzio di Bonifica Navarolo sono stati registrati circa 40 millimetri di pioggia nel Casalasco, 30 millimetri nel Viadanese e 35 millimetri tra Piadena e Calvatone. Le piogge hanno consentito una temporanea attenuazione della pressione sul sistema irriguo. L’impianto di Isola Pescaroli, operativo dal 27 giugno, ha interrotto il funzionamento soltanto nelle ultime ore proprio grazie alle precipitazioni, con un conseguente risparmio energetico.
Al termine dell’incontro è stato confermato il livello di severità idrica media, anche se il rappresentante dell’Autorità di Bacino del fiume Po ha evidenziato come, in assenza di precipitazioni significative, la situazione potrebbe aggravarsi nei prossimi giorni fino a raggiungere i livelli di severità elevata.
I dati mostrano infatti un progressivo e rapido svuotamento dei laghi, conseguenza dei consistenti prelievi irrigui avviati già nel mese di maggio. Anche il livello del Po continua a destare preoccupazione, con valori non lontani da quelli registrati durante la drammatica siccità del 2022, pur in presenza di un’erogazione d’acqua superiore destinata alle esigenze dell’agricoltura.
Nel corso del confronto è emersa inoltre una consapevolezza condivisa: le crisi idriche non rappresentano più eventi eccezionali, ma fenomeni destinati a ripetersi con sempre maggiore frequenza. Per questo motivo il Tavolo regionale continuerà ad aggiornarsi periodicamente, confermando l’importanza del coordinamento tra Regione, Autorità di Bacino, consorzi di bonifica e gestori delle risorse idriche.
Accanto alla gestione dell’emergenza resta aperto il capitolo degli interventi strutturali, ritenuti indispensabili per aumentare la resilienza del sistema. Tra i dossier in discussione figurano anche opere strategiche, come il progetto dello sbarramento del cuneo salino, considerate fondamentali per affrontare in maniera più efficace le future crisi idriche.