Cultura e spettacoli

Villastrada, torna la Pastasciutta Antifascista nel segno dei fratelli Cervi

Il 25 luglio 1943 la famiglia Cervi offrì una pastasciutta alla popolazione di Campegine per celebrare la caduta del governo Mussolini

A oltre ottant'anni di distanza, gli organizzatori sottolineano come quel messaggio conservi ancora oggi tutta la sua attualità

Una serata dedicata alla memoria, alla condivisione e ai valori della libertà. Domenica 26 luglio, a partire dalle ore 18, l’ex Oratorio di Villastrada di Dosolo, in via Sabbadini, ospiterà la tradizionale Pastasciutta Antifascista, iniziativa promossa dalla sezione ANPI “Lucia Sarzi” di Viadana per ricordare il gesto compiuto dalla famiglia Cervi il 25 luglio 1943, quando offrì una pastasciutta alla popolazione di Campegine per celebrare la caduta del governo Mussolini.

Il programma prenderà il via alle ore 18 con l’inaugurazione della mostra “Volti di Libertà”, dedicata alle Madri Costituenti. L’esposizione raccoglie le opere realizzate dagli studenti delle scuole del territorio in occasione dell’80° anniversario della Repubblica Italiana e del primo voto delle donne italiane. Sarà presente anche la fotografa Monica Benassi.

Alle 18.30 spazio alla cultura con la presentazione del libro “Partigiani a tavola” dell’autrice Elisabetta Salvini, intervistata da Gabriele Oselini. L’incontro sarà accompagnato dagli intermezzi musicali dei Fog Balarin.

Alle ore 20 aprirà la cucina con la tradizionale Pastasciutta Antifascista, offerta ai partecipanti, mentre alle 21.30 la serata si concluderà con lo spettacolo “Figli di nessuno” del cantautore Rocco Rosignoli.

L’iniziativa vuole mantenere vivo il significato di quel gesto simbolico compiuto dalla famiglia Cervi. Il 25 luglio 1943 la guerra non era ancora terminata e, pochi mesi dopo, i sette fratelli Cervi avrebbero pagato con la vita il loro impegno antifascista. La pastasciutta offerta alla popolazione rappresentò allora un momento di speranza e di condivisione, un segno concreto di fiducia in un futuro diverso.

A oltre ottant’anni di distanza, gli organizzatori sottolineano come quel messaggio conservi ancora oggi tutta la sua attualità. Donare un piatto di pasta significa creare un momento di incontro, condividere valori di solidarietà e libertà e ricordare che, anche se le sfide del presente sono diverse da quelle del passato, le scelte di ciascuno continuano a essere determinanti.

«Siamo convinti – spiegano dalla sezione ANPI “Lucia Sarzi” di Viadana – che rinnovare questo gesto significhi condividere, sperare insieme e costruire una società più giusta. Donare una buona pastasciutta è un modo semplice, ma autentico, per continuare a sentirci umani».

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...