Turismo

Turismo, lettera aperta di Zelindo Madesani a Meloni: «Basta incentivi legati ai bandi»

"La nostra proposta è di ritornare al credito d’imposta: faccio la spesa, presento la fattura, effettuo il bonifico, dimostro che il pagamento e i requisiti del prodotto sono conformi e ottengo il credito d’imposta" spiega il titolare del Luna Residence

In foto l'ingresso del Luna Residence gestito da Zelindo Madesani (video Alessandro Osti)
Fill-1

Una lettera aperta direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per sottoporre all’attenzione del Governo alcune delle principali problematiche che riguardano il settore turistico e, più in generale, il mondo delle imprese. A scriverla è Zelindo Madesani, titolare del Luna Residence e componente della commissione che riunisce albergatori e imprenditori e che ha contribuito ad avviare anche a Casalmaggiore il percorso che ha portato all’introduzione della tassa di soggiorno.

Nella lettera Madesani formula alcune proposte precise, a partire dal sistema degli incentivi alle imprese. «Oggi in Italia sembra che un’impresa possa fare investimenti solo ed esclusivamente se ci sono dei bandi aperti – spiega –. A mio modo di vedere, e secondo tanti altri imprenditori, è un’economia malata, perché si basa sui bandi, che vengono gestiti da soggetti terzi e per i quali, spesso e volentieri, per poter accedere alle risorse è necessario rivolgersi ad agenzie specializzate».

Un meccanismo che, secondo Madesani, rischia di ridurre le risorse effettivamente a disposizione delle imprese. «Le agenzie fanno il loro lavoro, per carità, ma in questo modo una parte delle risorse viene inevitabilmente assorbita dagli intermediari. Io, imprenditore, so cosa devo spendere e di quali investimenti ha bisogno la mia attività. Non posso però spendere quello che ritengo necessario, ma devo adeguarmi a linee guida stabilite dall’alto».

Da qui la proposta di tornare a un sistema basato sul credito d’imposta. «La nostra proposta è di ritornare al credito d’imposta: faccio la spesa, presento la fattura, effettuo il bonifico, dimostro che il pagamento e i requisiti del prodotto sono conformi e ottengo il credito d’imposta. In questo modo si evitano linee guida a volte assurde, si riduce il ricorso agli intermediari e si rende più agevole il sistema».

Per Madesani, inoltre, occorre prestare maggiore attenzione anche alle imprese che beneficiano delle risorse pubbliche. «Spesso e volentieri questi finanziamenti arrivano anche ad attività che poi non vedono la luce, oppure che rimangono aperte per pochissimo tempo e non effettuano assunzioni. Anche in questo caso bisogna verificare attentamente che le attività abbiano uno storico e che garantiscano effettivamente delle assunzioni».

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...