Una nuova specie alle Bine: lo scarabeo rinoceronte premia 25 anni di tutela
La presenza dello scarabeo rinoceronte assume un valore ancora maggiore se si considera che la specie è in regressione in gran parte d'Europa. Proprio per questo il ritrovamento alle Bine è considerato particolarmente significativo
C’è un nuovo, piccolo ma prezioso ospite alla Riserva Naturale Le Bine, l’area protetta tra Calvatone e Acquanegra sul Chiese. Per la prima volta è stato infatti osservato lo scarabeo rinoceronte, una presenza che rappresenta un importante indicatore della qualità dell’ecosistema e che gli esperti definiscono una scoperta di grande valore naturalistico.
A spiegare il significato del ritrovamento è Francesco Cecere, responsabile della riserva. «Lo scarabeo rinoceronte, allo stadio larvale, si nutre di legno morto. Le scelte che abbiamo fatto in questi 25 anni, piantando nuovi alberi e lasciando a terra quelli morti naturalmente o abbattuti dalle intemperie, hanno creato l’habitat ideale per questa specie».
Proprio il recente maltempo ha provocato la caduta di numerosi alberi all’interno della riserva. Un’immagine che, agli occhi di molti, può sembrare sinonimo di degrado o abbandono, ma che per naturalisti e biologi racconta tutt’altra storia.
«Una pianta morta o un tronco abbattuto diventano nutrimento per insetti come lo scarabeo rinoceronte, che fanno parte della catena dei decompositori. Sono organismi fondamentali perché trasformano il legno, le foglie e la materia organica in nutrienti che tornano a disposizione del bosco, mantenendo vivo il ciclo naturale».
È proprio questa ricchezza di microhabitat a fare la differenza. Un bosco composto esclusivamente da alberi vivi è infatti molto meno biodiverso di un ambiente in cui siano presenti anche alberi morti, tronchi a terra e legno in decomposizione, elementi indispensabili per la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali.
La presenza dello scarabeo rinoceronte assume un valore ancora maggiore se si considera che la specie è in regressione in gran parte d’Europa. Proprio per questo il ritrovamento alle Bine è considerato particolarmente significativo. «Non era mai stato osservato qui, nonostante in oltre cinquant’anni numerosi naturalisti abbiano studiato quest’area. È una scoperta che conferma il valore delle scelte di conservazione adottate nella riserva e testimonia la buona salute dell’ecosistema».