Bosco di Santa Maria, Stassano: «Un patrimonio da curare meglio e rendere più fruibile»
Un patrimonio ambientale che, secondo Stassano, potrebbe diventare una risorsa ancora più importante per Casalmaggiore, a condizione che venga accompagnato da una maggiore attenzione alla manutenzione e alla sicurezza dei percorsi
Un tour nel Bosco di Santa Maria, a Casalmaggiore, per osservare da vicino quello che non va e, soprattutto, quello che potrebbe essere fatto per valorizzare un ambiente naturale prezioso. A fare da guida è Carlo Stassano, che da sempre vive a stretto contatto con la golena e che negli ultimi anni ha ulteriormente rafforzato questo legame attraverso l’investimento nell’Eco Ostello Interflumina.
La situazione, secondo Stassano, presenta alcune criticità, ma è tutt’altro che irrecuperabile. Il tema, del resto, è stato affrontato anche in Consiglio comunale nell’ambito della discussione sul Dup, il Documento unico di programmazione.
«Bisogna creare un habitat che consenta all’uomo di penetrare questi luoghi senza assolutamente snaturarli, senza asciugarli, ma rispettandoli e, allo stesso tempo, permettendone la fruizione – spiega Stassano –. Qui abbiamo, nel Bosco di Santa Maria, un bene prezioso che purtroppo oggi non è valorizzato come potrebbe essere».
L’obiettivo, secondo Stassano, dovrebbe essere quello di consentire a un numero sempre maggiore di persone di vivere questo ambiente, senza comprometterne le caratteristiche naturali. «C’è la necessità, sia per la persona sana sia per l’anziano, di poter beneficiare di un ambiente naturale stupendo. In questi giorni di grande calura, venendo qui, si può constatare quanto la temperatura sia meravigliosa in qualunque ora del giorno».
Nel corso del sopralluogo Stassano ha incontrato anche diversi cicloturisti, che potrebbero godere maggiormente della zona se i percorsi fossero più comodi, sicuri e soprattutto meglio curati. Da qui l’appello alle istituzioni e, in particolare, ai consorzi che hanno competenze sulla manutenzione della rete di percorsi e delle aree golenali.
Particolarmente significativa, poi, la zona della Lanca di Santa Maria. «È una zona veramente preziosa, con acqua sorgiva, freschissima e pulita. È un’oasi che meriterebbe di essere vissuta, ma che deve essere mantenuta e tutelata».
Per Stassano, insomma, la sfida è trovare un equilibrio tra tutela e fruizione. «La natura e l’ambiente naturale devono essere guardati con attenzione, quasi come fossero beni artistici. Abbiamo il dovere di conservarli, ma anche di permettere alle persone di conoscerli e viverli nel modo corretto».
Un patrimonio ambientale che, secondo Stassano, potrebbe diventare una risorsa ancora più importante per Casalmaggiore, a condizione che venga accompagnato da una maggiore attenzione alla manutenzione e alla sicurezza dei percorsi.