Cultura e spettacoli

A Sabbioneta la storia della Scuola-Città di Casalmaggiore

Il volume di Massimo Bondioli ricostruisce l'innovativo esperimento educativo nato nel secondo Dopoguerra. Sarà presentato sabato 5 settembre alle 15 nella Sala degli Elefanti di Palazzo Ducale, nell'ambito di “Libri tra le Mura”

I protagonisti dell'innovativa sperimentazione pedagogica
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“Scuola-Città di Casalmaggiore. Storia di un esperimento didattico”, il volume di Massimo Bondioli che ricostruisce una delle più significative esperienze di scuola attiva nate nel secondo Dopoguerra, sarà presentato sabato 5 settembre alle 15 nella Sala degli Elefanti di Palazzo Ducale a Sabbioneta, nell’ambito del ricco calendario di “Libri tra le Mura”. A presentare il volume insieme all’autore sarà Matteo Morandi, docente di Pedagogia all’Università di Pavia.

Il libro riporta alla luce l’esperienza della Scuola-Città, sviluppatasi a Casalmaggiore tra gli anni scolastici 1947/48 e 1955/56. L’idea nacque negli anni immediatamente successivi alla Liberazione, quando alcuni educatori iniziarono a interrogarsi su nuove forme di insegnamento.

Il riferimento fu l’esperienza della Scuola-Città Pestalozzi di Firenze, fondata nel 1945 da Ernesto Codignola. A Casalmaggiore prese così forma un modello educativo fondato sulla partecipazione degli alunni, sull’autodisciplina e sul rapporto diretto tra la scuola e il territorio.

Particolarmente originale era il sistema di autogoverno dei ragazzi, che eleggevano un sindaco, gli assessori e un tribunale. La vita scolastica comprendeva inoltre attività creative e manuali, come musica, teatro, pittura e falegnameria, insieme all’insegnamento del francese, alle ricerche sull’ambiente, alla corrispondenza con altre scuole e alla realizzazione di un giornalino.

Per ricostruire questa pagina della storia educativa locale, Bondioli ha svolto un lungo lavoro di ricerca tra documenti d’archivio, pubblicazioni dell’epoca e testimonianze. Il volume restituisce così anche il ricordo di alcuni ex alunni e le vicende di un’esperienza che, proprio per il suo carattere laico e innovativo, dovette confrontarsi con ostacoli e opposizioni.

A distanza di settant’anni, il libro offre quindi l’occasione per riscoprire un progetto educativo che fece di Casalmaggiore uno dei luoghi italiani in cui la sperimentazione pedagogica trovò una delle sue espressioni più originali.

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