Cultura e spettacoli

Al Torrazzo di Commessaggio una mostra racconta l’anima contraddittoria della Bassa

Video, pittura, scultura, performance e musica si intrecciano per raccontare il rapporto ambivalente — fatto di amore, insofferenza e appartenenza — tra chi vive la Pianura Padana e il paesaggio che la definisce

Fotogallery di Nicola Busi
Fotogallery di Juan Sarzi
Fotogallery di Nicola Busi e Juan Sarzi
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Agricoltura e industria, nebbia e zanzare, piccoli paesi che si svuotano: è da questi elementi, apparentemente poco fotogenici, che nasce “The F**king Bassa”, la mostra collettiva che fino al 27 settembre anima gli spazi del Torrazzo di Commessaggio. Un progetto che sceglie di raccontare la Pianura Padana non attraverso un’immagine idealizzata, ma partendo proprio dalla sua ambiguità.

A sintetizzare questo spirito è il curatore Marco Goi: «È un territorio che sembra immobile e che invece continua a trasformarsi e a brulicare di creatività. Un paesaggio segnato dall’agricoltura, dall’industria, dai piccoli centri abitati in declino, dalla nebbia e dalle estati umide sempre più calde e piene di zanzare».

Proprio da questa tensione tra fascino e fatica nasce il titolo, volutamente provocatorio, del progetto: «The F**king Bassa nasce da questa relazione ambigua: dalla possibilità di amare profondamente un luogo e, al contempo, sentirne il peso. Dal desiderio di andarsene e dalla tendenza a ritornarci. Dalla noia, dall’appartenenza, dall’ironia e dalla familiarità quasi fisica con un paesaggio che, proprio nella sua apparente assenza di spettacolarità, finisce per diventare identità».

Ad affiancare Goi nella curatela un gruppo di giovani artisti e autori del territorio casalasco-viadanese, in collaborazione con l‘associazione culturale “Il Torrazzo”, che ha ospitato l’inaugurazione sabato pomeriggio. Il percorso espositivo mette insieme linguaggi diversi — video, installazione, pittura, scultura, performance, musica e scrittura — facendoli dialogare attorno a un immaginario condiviso.

In mostra i lavori di Ettore Vezzosi, Nicola Busi, Gloria Capoani e Federico Olivieri, insieme ai progetti firmati da Juan Sarzi Amadè, Tommaso Favagrossa e dal duo Benedetta Acerbi-Davide Salzano. Completa il quadro la parte musicale, curata da Michele Consolini insieme ad altri artisti della Risorgiva Dischi, etichetta discografica casalasca, che estende l’esposizione anche alla dimensione sonora. L’esposizione è a ingresso libero, visitabile negli orari di apertura del Torrazzo: giovedì dalle 15 alle 22, sabato dalle 19, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.

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