Il legame tra Deledda e Viadana rivive al MuVi con “Le parole di Grazia”
Il polo culturale cittadino propone un percorso tra libri, novelle e testi per l’infanzia della scrittrice. L’esposizione sarà visitabile dal 26 settembre al 20 dicembre
C’è tempo fino al 20 dicembre per visitare al MuVi la mostra “Le parole di Grazia. I libri di Grazia Deledda nella Biblioteca civica di Viadana”, dedicata alla scrittrice sarda nel centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura, avvenuta nel 1926. L’esposizione sarà inaugurata sabato 26 settembre alle 11.30 e proporrà una selezione di circa quaranta opere conservate nel Fondo antico della Biblioteca civica.
Il percorso espositivo nasce anche dal particolare legame che unisce Deledda al territorio viadanese. Nel 1900, infatti, la scrittrice sposò Palmiro Madesani, originario di Cicognara, che in seguito divenne il suo agente. Un rapporto personale e professionale che rappresenta oggi uno degli elementi attraverso cui Viadana riscopre la figura e l’opera della scrittrice.
I LIBRI E IL PIANOFORTE
La Biblioteca civica conserva circa quaranta volumi di Deledda, pubblicati tra gli anni della sua attività letteraria e quelli immediatamente successivi. Il percorso segue un ordine cronologico, partendo dalla raccolta di novelle “Il nonno”, del 1900, per arrivare all’edizione scolastica Mondadori di “Canne al vento”, pubblicata nel 1949.
Accanto alle opere più conosciute trovano spazio anche alcuni testi destinati all’infanzia, tra cui “Il dono di Natale”, raccolta di novelle del 1930 accompagnata dalle illustrazioni a colori di Giulio Rosso. Tra i materiali più significativi figura la prima edizione in volume di “Cenere”, pubblicata nel 1904 e donata da Deledda alla città. Il libro conserva una dedica particolarmente significativa: “I libri di Grazia Deledda sono tutti belli e istruttivi. Leggeteli”.
A completare il percorso ci sarà anche il pianoforte appartenuto al Premio Nobel per la Letteratura, prodotto dalla fabbrica di Carlo Roeseler, attiva a Torino dalla metà dell’Ottocento, e successivamente donato dalla famiglia Deledda-Madesani alla Città di Viadana.
“La mostra “Le parole di Grazia” nasce dal desiderio di far tornare a parlare i documenti custoditi nel nostro Fondo antico, volumi che testimoniano quanto Grazia Deledda fosse amata e letta già nei primi decenni del Novecento. Accanto ai libri, un posto speciale è riservato al pianoforte appartenuto alla scrittrice e donato dalla famiglia Deledda-Madesani alla città: un oggetto che custodiamo gelosamente nel nostro museo e che restituisce il lato più intimo e domestico di una delle voci più grandi della letteratura italiana”, spiega Daniela Sogliani, direttore del MuVi.
Alla realizzazione della mostra hanno collaborato il Circolo Culturale Grazia Deledda di Parma e l’Associazione Oltrefossa di Fossacaprara, insieme alle associazioni femminili del territorio. Il progetto è patrocinato dalla Provincia di Mantova e sostenuto da Gruppo Saviola, Arti Grafiche Castello e Fondazione Ponchiroli.
LE PROSSIME INIZIATIVE
Le celebrazioni proseguiranno con altri appuntamenti. Domenica 18 ottobre alle 16, al Teatro Vittoria, sarà proiettato “Quasi Grazia”, film del 2025 diretto da Peter Marcias e ispirato al romanzo omonimo di Marcello Fois. La pellicola racconta tre momenti della vita della scrittrice: l’arrivo della madre da Nuoro a Roma, le ore che precedono il conferimento del Nobel e gli ultimi istanti prima della morte. L’ingresso è a pagamento.
Domenica 25 ottobre alle 16, al MuVi, è invece in programma una giornata di studi dedicata a Deledda, con la partecipazione del Circolo Culturale Grazia Deledda di Parma e dell’Associazione Oltrefossa di Fossacaprara. Nell’occasione alcune classi dell’Istituto Sanfelice proporranno il reading “Grazia Deledda. Storie di voci e anime”. Infine, sabato 12 dicembre alle 10.30, “Sabato da museo” di Kleio-percorsi di storia proporrà un appuntamento dedicato ai bambini e alle famiglie, con un laboratorio sui testi per l’infanzia della scrittrice.
“Tutte le iniziative di queste celebrazioni nascono dalla necessità di custodire le parole di Grazia, perché la sua voce, nata in una terra lontana e capace di raccontare con straordinaria profondità l’animo umano, appartiene non solo alla storia della letteratura italiana ma anche al nostro patrimonio culturale: un patrimonio che merita di essere tramandato alle nuove generazioni e fatto vivere attraverso la lettura delle sue pagine”, afferma Rossella Bacchi, assessore alla Cultura.
A sottolineare il valore del rapporto con il territorio è anche il sindaco Nicola Cavatorta: “Il legame che unisce Grazia Deledda al nostro territorio, nato dal matrimonio con Palmiro Madesani di Cicognara, è per noi un patrimonio prezioso da custodire e valorizzare”.