A Bozzolo l’arte riflette sulla pace nel segno di don Mazzolari
Al via il 26 settembre la XVII edizione del Premio d’Arte Città di Bozzolo. La mostra riunisce dodici artisti attorno al tema della pace e prosegue fino al 29 novembre
Sarà “Una pace disarmata e disarmante” il tema della XVII edizione del Premio d’Arte Città di Bozzolo – Rassegna Internazionale d’Arte Don Primo Mazzolari, in programma dal 26 settembre al 29 novembre negli spazi del Palazzo dei Principi – Pinacoteca Don Primo Mazzolari.
La mostra collettiva, promossa dal Comune di Bozzolo, sarà inaugurata sabato 26 settembre alle 18 e rappresenta un nuovo appuntamento dello storico Premio, curato per il secondo anno consecutivo da Matteo Galbiati, che ha curato anche la monografia pubblicata per l’occasione da Vanillaedizioni.
Il titolo scelto nasce dalla volontà di interrogarsi sul significato più ampio e profondo della parola pace, andando oltre la sua immediata identificazione con la sola assenza di guerra. Il progetto curatoriale prende le mosse dalle parole pronunciate da papa Leone XIV l’8 maggio 2025, nella sua prima apparizione in piazza San Pietro, sviluppando i concetti di una pace “disarmata e disarmante”, ma anche “umile e perseverante”. L’idea proposta dalla rassegna è quella di una pace che non si fonda sulla forza o sulla superiorità, ma sulla capacità di accogliere l’altro, riconoscere la propria vulnerabilità, costruire il dialogo e perseguire una condizione autenticamente condivisa.
I DODICI ARTISTI IN MOSTRA
A confrontarsi con il tema saranno Natale Addamiano, Manuela Bedeschi, Alessandra Bonoli, Leonardo Genovese, Margherita Levo Rosenberg, Nataly Maier, Andrea Mariconti, Luca Piovaccari, Alfredo Rapetti Mogol, Artan Shalsi, Marco Tagliafico e Kanaco Takahashi.
Gli artisti, affiancati dai brevi saggi dei critici Luca Bernardini e Alessia Pietropinto, sono stati chiamati da Matteo Galbiati a condividere la curatela del progetto. Le opere non affrontano il tema della pace attraverso immagini didascaliche o rappresentazioni convenzionali, ma diventano luoghi di ascolto e interrogazione, capaci di attraversare ferite, tensioni, memorie e contraddizioni del presente per individuare possibilità di ricomposizione e rinascita.
La mostra si sviluppa così come un percorso di corrispondenze e rimandi, nel quale le diverse ricerche artistiche entrano in relazione tra loro e con il pubblico. La pace viene proposta come una condizione che non si acquisisce una volta per tutte, ma come una disposizione dell’uomo da costruire, custodire e rinnovare quotidianamente nella relazione con l’altro, con la natura, con la comunità e con la propria dimensione interiore.
L’ARTE COME SPAZIO DI RIFLESSIONE
In questa prospettiva, all’arte viene affidato il compito di aprire spazi di pensiero, restituire profondità allo sguardo e favorire quel dialogo attraverso il quale l’essere umano può riconoscersi nell’altro. La pace viene quindi interpretata non come uno stato immobile o un’immagine rassicurante, ma come una ricerca, una responsabilità e una possibilità di trasformazione. Matteo Galbiati sottolinea: “L’opera ci dà sempre una chiave di accesso che, come la pace, non è condizione acquisita e immobile, ma è una disposizione agente dell’uomo, una possibilità che chiede di essere continuamente costruita, custodita e rinnovata nelle dinamiche del suo senso”.
IL LEGAME CON DON PRIMO MAZZOLARI
Il tema della rassegna si lega direttamente alla figura e al pensiero di don Primo Mazzolari, come evidenzia il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio, richiamando il testo Tu non uccidere. “Pace disarmata e disarmante è la diretta conseguenza del Tu non uccidere di Don Primo Mazzolari”, dichiara Torchio.
LA PACE COME IMPEGNO SOCIALE
Sul rapporto tra pace, responsabilità e costruzione di una società più umana interviene anche Irma Pagliari, assessore alla Cultura del Comune di Bozzolo. “Con la scelta del tema Una pace disarmata e disarmante, anche la diciassettesima edizione della rassegna bozzolese 2026 va nella direzione a suo tempo indicata da don Primo Mazzolari e ora da papa Leone XIV”, afferma Pagliari, richiamando inoltre la recente enciclica “Magnifica Humanitas” e l’invito ad assumere la propria responsabilità nella costruzione di una società più umana e fraterna e ad abbandonare violenze e soprusi, a livello personale, locale e globale.
Alle autorità comunali si unisce la voce di Matteo Truffelli, presidente della Fondazione Don Primo Mazzolari, che sottolinea l’urgenza e l’attualità della proposta e il suo legame con una delle tematiche centrali della missione di don Mazzolari. “È importante aver intitolato questa edizione della mostra al tema della pace, disarmata e disarmante. Perché anche l’arte può aiutarci a capire che non si tratta di un sogno, di un’utopia, ma di un ideale in cui sperare e di un obiettivo per cui lottare”, sottolineaTruffelli.
I PREMI E LA GIURIA POPOLARE
Anche per l’edizione 2026 è confermato il Premio-Acquisto, assegnato da una Giuria Tecnica composta da esperti di levatura nazionale e internazionale, e il Premio Giuria Popolare, attribuito all’opera più votata dal pubblico dei visitatori. L’autore dell’opera vincitrice del Premio Giuria Popolare sarà premiato con l’allestimento di una esposizione personale corredata da monografia nel corso del 2027. Le due opere vincitrici entreranno a far parte del patrimonio artistico del Comune di Bozzolo.
UNA RASSEGNA CON RADICI NEL 1954
Per la seconda edizione consecutiva e per la terza volta nella sua storia, la rassegna ha inoltre ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, assegnata con comunicazione ufficiale del Palazzo del Quirinale. Il Premio affonda le proprie radici nel 1954, quando don Primo Mazzolari, sostenuto dal Comune, lo volle istituire a sostegno di artisti legati a visioni più tradizionali dell’arte. Da allora la manifestazione è diventata un appuntamento consolidato nel panorama culturale di Bozzolo, mantenendo il legame con la figura e il pensiero del sacerdote.

GLI APPUNTAMENTI
Tre sono gli appuntamenti principali inseriti nel calendario della XVII edizione. L’inaugurazione è prevista per sabato 26 settembre alle 18. Sabato 24 ottobre alle 16 si terranno l’incontro con Matteo Galbiati e la presentazione della monografia, mentre domenica 29 novembre alle 16 è in programma la premiazione. La mostra sarà allestita al Palazzo dei Principi – Pinacoteca Don Primo Mazzolari, in via Sergio Arini 2, Bozzolo, e resterà visitabile dal 26 settembre al 29 novembre 2026.
ORARI DI APERTURA
La mostra sarà aperta ogni venerdì e sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, mentre la domenica sarà visitabile dalle 16 alle 18. Visite guidate e percorsi didattici sono disponibili su prenotazione. In occasione della Fiera settembrina, sono previste aperture straordinarie: 27 settembre dalle 15 alle 20, 28 e 29 settembre dalle 16 alle 18. In occasione della Fiera del Libro dell’Oglio Po, la mostra sarà aperta 14 e 15 novembre dalle 10 alle 18. La mostra e gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Per informazioni è possibile contattare il Comune di Bozzolo al numero 0376 910826 o all’indirizzo segreteriadue@comune.bozzolo.mn.it, oppure la Fondazione Mazzolari al numero 0376 920726 e all’indirizzo fondazionemazzolari.premioarte@gmail.com. Per le prenotazioni è possibile rivolgersi alla Biblioteca Comunale, al numero 0376 233124, anche tramite WhatsApp, oppure scrivere a biblioteca@comune.bozzolo.mn.it.
