Ponte sul Po Casalmaggiore-Colorno, Fadda: “Il decreto del Governo è un pasticcio”
Il presidente della Provincia di Parma: "Il decreto del Governo assegna le risorse, ma non ci sono i tempi per completare gli affidamenti. Così non possiamo procedere. Abbiamo chiesto una proroga della scadenza"
I tempi previsti dal decreto del Governo complicano l’iter per il nuovo ponte sul Po Colorno-Casalmaggiore. La Provincia di Parma ha chiesto una proroga della scadenza del 30 settembre per completare gli affidamenti, termine ritenuto insufficiente dal presidente della Provincia Alessandro Fadda, che evidenzia i limiti del provvedimento ministeriale.
“Sulla carta, per decreto del Governo, avremmo 5,8 milioni di euro per il ponte sul Po Colorno-Casalmaggiore e per il ponte sul Mozzola tra Berceto e Valmozzola. Ma la realtà dei fatti ci dice altro: non ci sono i tempi tecnici per poter procedere con affidamenti così importanti. E, quindi, il decreto per il Parmense risulta inefficace, un vero e proprio pasticcio”.
Il presidente Fadda – al termine del Consiglio provinciale di questa mattina, durante il quale si sono approvate le variazioni al bilancio di previsione e al programma triennale dei lavori pubblici – ha posto l’accento sulla questione.
“Un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 luglio – spiega Fadda – ha assegnato 3,8 milioni di euro per il proseguimento della progettazione del nuovo ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore e 2 milioni di euro per finanziare la costruzione del nuovo ponte sul rio Mozzola lungo la statale 308 Valtaro nel territorio di Valmozzola e Berceto. Risorse importanti, ma che di fatto risultano inutilizzabili perché entro il 30 settembre avremmo dovuto chiudere gli affidamenti ad evidenza pubblica con le tempistiche previste dal Codice dei contratti. Una procedura non attuabile, per opere di questa portata, in soli due mesi di tempo tenendo conto anche del fatto che si tratta di infrastrutture di proprietà di Anas con la quale sarebbe necessario interloquire e trovare accordi. Abbiamo chiesto con una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ed anche tramite Upi (Unione delle province italiane) una proroga, ma al momento non abbiamo avuto riscontri in quest’ottica”.
PONTE COLORNO-CASALMAGGIORE: PROGETTO PRONTO, MA TEMPI NON COMPATIBILI
Per il nuovo ponte sul Po Colorno-Casalmaggiore la Provincia di Parma ha concluso già lo scorso settembre il progetto di fattibilità tecnico-economica, ossia il progetto preliminare, consegnato ad Anas, la quale è tenuta alla predisposizione del progetto definitivo. Le risorse stanziate dal decreto di luglio (3,8 milioni di euro) servirebbero per un ulteriore step: il completamento della progettazione della fattibilità tecnica economica ai sensi del nuovo Codice degli appalti, ma i tempi necessari per questo tipo di attività sono maggiori (mediamente circa 6 mesi) rispetto a quanto concesso dal decreto.
“Da qui – commenta Fadda – la nostra difficoltà a procedere. Bene lo stanziamento delle risorse e massima disponibilità della Provincia ad operare, in termini di progettazione, su opere di proprietà di Anas, ma senza tempi congrui non è materialmente possibile andare avanti. Senza una proroga sui tempi dell’affidamento, ora in scadenza al 30 settembre, per noi è impossibile procedere“.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente della Provincia con delega alla Viabilità Daniele Friggeri: “Emerge una netta dicotomia tra l’operatività sul piano provinciale, per la quale ringrazio gli uffici per l’ottimo lavoro svolto, e la programmazione nazionale del governo. Sul piano provinciale, pur tra difficoltà ed imprevisti, riusciamo a programmare interventi, in coordinamento con gli enti territoriali, portandoli poi a termine.
La variazione approvata in Consiglio consente interventi in ambito di manutenzione e perseguimento della sicurezza con una visione prospettica. A livello nazionale, invece, assistiamo ad una programmazione costantemente in ritardo che, in questo specifico caso, ci mette a disposizione, sulla carta, una cifra considerevole di 5,8 milioni di euro con scadenze che sono del tutto incompatibili con i tempi di un ente pubblico. Mi auguro che da parte del Governo vi sia stato semplicemente una svista, un errore procedurale al quale porre rimedio in tempi stretti con una revisione delle tempistiche delle scadenze affinché la Provincia possa portare a termine le proprie programmazioni“.