Case popolari, il punto su alloggi non assegnabili. Mori: «Il lavoro è complesso»
L’assessore ha inoltre evidenziato come talvolta i richiedenti avanzino preferenze per specifici appartamenti, mentre l’assegnazione deve seguire criteri legati alla metratura e alla composizione del nucleo familiare
Leggi anche:
Decine di alloggi popolari vuoti, problemi manutentivi e tempi di assegnazione che possono allungarsi. È il quadro emerso in Consiglio comunale a Casalmaggiore, dove Cinzia Soldi, consigliera di Casalmaggiore la Tua Città, ha presentato un’interpellanza sullo stato dell’edilizia residenziale pubblica, chiedendo di fare il punto su una situazione caratterizzata, secondo la minoranza, da uno stallo nelle manutenzioni e dal degrado di diversi appartamenti.
A rispondere è stato l’assessore ai Servizi sociali Massimo Mori, che ha invitato a considerare la complessità del lavoro che sta dietro alla gestione degli alloggi popolari. «Tanta gente non si rende conto di come funziona: il lavoro che c’è dietro è importante, pesante e complesso», ha spiegato.
Il patrimonio abitativo comprende 266 alloggi Aler, dei quali 197 assegnati. Quattordici appartamenti sono liberi e inseriti nell’ultimo bando, otto sono in fase di ristrutturazione, mentre altri 47 non sono al momento assegnabili a causa di carenze manutentive. Mori ha sottolineato come Aler abbia intercettato diversi finanziamenti regionali e partecipi anche al Piano Casa del Governo, segno di un impegno sul fronte degli investimenti.
A questi si aggiungono gli 80 alloggi di proprietà comunale, di cui 63 occupati da complessivi 134 inquilini. Sei appartamenti sono liberi e due di questi sono stati rimessi a disposizione. Undici presentano carenze manutentive: di questi in particolare due sono destinati alla fascia debole (persone con disabilità o con problemi di deambulazione), tre necessitano di manutenzione ordinaria e altri tre versano in condizioni particolarmente compromesse, con danni ingenti lasciati dagli occupanti precedenti. Un quadro che evidenzia le difficoltà nel recuperare gli immobili e renderli subito nuovamente disponibili.
Il passaggio tra un inquilino e il successivo è infatti uno dei momenti più delicati. Quando vengono restituite le chiavi, il Comune verifica lo stato dell’appartamento e, in presenza di danni importanti, cerca di rivalersi sugli ex occupanti. Non sempre, però, è possibile ottenere un risarcimento, anche per le difficoltà economiche delle persone coinvolte.
Mori ha ricordato anche un intervento significativo realizzato in via Romani, dove grazie a un contributo regionale di 628mila euro sono stati sistemati e messi a disposizione 28 appartamenti.
Sul fronte delle assegnazioni, attualmente sono 40 le persone in graduatoria, di cui 19 residenti a Casalmaggiore. Le procedure possono richiedere tempo: dopo la verifica dei documenti, gli uffici contattano gli aventi diritto per telefono o via mail. Se non ricevono risposta, devono procedere con una raccomandata e avviare il confronto con i Servizi sociali. Anche le rinunce contribuiscono ad allungare i tempi, costringendo a ripartire con lo scorrimento della graduatoria.
L’assessore ha inoltre evidenziato come talvolta i richiedenti avanzino preferenze per specifici appartamenti, mentre l’assegnazione deve seguire criteri legati alla metratura e alla composizione del nucleo familiare. «Penso che l’edilizia popolare dovrebbe essere considerata dagli aventi diritto come un salvagente momentaneo, ma tante volte non viene percepita così e si hanno pretese», ha osservato Mori, richiamando le difficoltà sociali ed economiche che rendono più complicato il percorso verso una sistemazione abitativa stabile.
In chiusura, Soldi ha ribadito la necessità di accelerare il recupero degli immobili vuoti o non assegnabili, chiedendo di sollecitare gli interventi necessari per restituire al patrimonio pubblico un numero maggiore di alloggi. Una richiesta che punta a trasformare le disponibilità sulla carta in opportunità concrete per le famiglie in attesa di una casa.