"Buon cammino, Don Marco... e alla prossima vetta"
Se chiudiamo gli occhi ti rivediamo lassù, sul sentiero verso la cima, con lo zaino in spalla e quel passo costante che ci insegnava che la fatica è solo una parte del cammino, e che la vista da lassù ripaga di ogni sudore
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Caro Donaquila Selvaggia
oggi le parole fanno fatica a uscire, perché non stiamo solo salutando il nostro parroco, ma una guida, un compagno di risate, un amico e, per alcuni di noi, un secondo padre.
Se chiudiamo gli occhi ti rivediamo lassù, sul sentiero verso la cima, con lo zaino in spalla e quel passo costante che ci insegnava che la fatica è solo una parte del cammino, e che la vista da lassù ripaga di ogni sudore.
Ci hai insegnato ad amare la montagna e la gioia dello stare in compagnia, il rispetto delle regole e degli altri, sostenendosi sempre nei momenti di difficoltà.
Ci sono i ricordi del grest: le giornate infinite in oratorio, la notte in tenda dopo il bivacco in cui mettevamo in scena le nostre scenette, tra i canti sotto le stelle e la tua chitarra, giochi e risate. In quei momenti ci hai insegnato cosa vuol dire stare insieme davvero: senza maschere, con semplicità, sentendoci parte di qualcosa di una comunità vera.
Grazie per averci portato a scoprire il mondo. I viaggi con gli educatori nelle città europee non erano solo vacanze; erano lezioni di vita, di apertura, di curiosità verso il prossimo. Ci hai spinti oltre i confini del nostro oratorio, rendendoci cittadini del mondo ma con le radici ben piantate nei nostri valori.
E infine, come dimenticare la magia dei musical? Sei riuscito in un’impresa impossibile: mettere insieme tutto il paese. Sul palco e dietro le quinte, ci hai insegnato
che ognuno di noi ha un talento da mettere a disposizione e che le cose più belle nascono quando nessuno si mette davanti agli altri, ma tutti vanno nella stessa direzione.
Grazie perché ci hai sempre sostenuto dandoci fiducia quando nemmeno noi credevamo in noi stessi. Grazie perché ci hai
trasmesso la fede con l’entusiasmo e con la tua presenza costante in mezzo a noi, nel nostro oratorio, dove più ti piaceva stare.
Portiamo con noi il tuo sorriso, la tua sensibilità, e quella tua capacità di rendere unici anche i momenti più semplici.
Ti promettiamo che continueremo a camminare, a cantare e a sognare in grande,
proprio come ci hai insegnato tu.
Di una cosa puoi starne certo caro Don, dimenticarti sarà impossibile ed i momenti passati insieme resteranno per sempre impressi nei nostri cuori.
Buon cammino, Don Marco. Ci vediamo alla prossima vetta.
I tuoi ragazzi di Belforte