Sanità in Lombardia, dibattito in consiglio e posizioni distanti
Dibattito acceso sul sistema sanitario lombardo martedì in consiglio regionale, nella seduta che ha visto il tema delle liste di attesa e dei CUP come principale spunto di discussione
Dibattito acceso sul sistema sanitario lombardo martedì in consiglio regionale, nella seduta che ha visto il tema delle liste di attesa e dei CUP come principale spunto di discussione. Le parti sono comunque rimaste molto distanti, con visioni opposte sulla sanità regionale. Ecco la sintesi delle varie posizioni.
CENTRODESTRA – “La sanità lombarda assorbe circa l’80% del bilancio regionale ed è da anni ai vertici nazionali per tecnologie, qualità dei servizi e capacità di attrazione, anche in termini di turismo sanitario. Un primato confermato dai numeri, con oltre 200mila cittadini curati ogni anno”. Lo ha dichiarato Alessandra Cappellari (Lega) nel dibattito sulla situazione del sistema sociosanitario.
“Con l’attuale Governo il Fondo sanitario nazionale è cresciuto di 18 miliardi di euro, mentre con i governi di centrosinistra si è arrivati a tagli per circa 36 miliardi. Per la Lombardia significa circa 4 miliardi in più, a cui si aggiungono oltre 500 milioni di investimenti regionali per strutture e tecnologie”.
“È paradossale – aggiunge – ricevere lezioni dal Pd che cita l’Emilia-Romagna, oggi in forte disavanzo, mentre la Lombardia è storicamente in equilibrio di bilancio e registra un ricorso al privato inferiore”.
“Uno dei nodi principali resta il personale, penalizzato dal costo della vita e dalla concorrenza svizzera. Per questo chiediamo più autonomia nell’uso delle risorse del Fondo sanitario, così da aumentare le retribuzioni e rendere il sistema più attrattivo”.
“La Regione affronta con serietà le criticità – conclude Cappellari – ma i dati dicono che la sanità lombarda resta la migliore d’Italia. Dispiace la propaganda anti-lombarda del Pd, portata avanti per fini politici”.
“Il sistema sanitario lombardo si conferma un’eccellenza capace di evolversi e rispondere alle sfide nazionali”, afferma Marcello Ventura (FdI), sottolineando il valore della programmazione regionale. “La Lombardia è protagonista di investimenti senza precedenti: quasi 8 miliardi di euro tra il 2025 e il 2031 per modernizzare strutture, tecnologie e digitalizzazione degli ospedali”.
Secondo Ventura, il lavoro svolto in Consiglio da Christian Garavaglia e Patrizia Baffi dimostra una visione di lungo periodo. “Le difficoltà attuali derivano da anni di tagli. Oggi il Governo risponde con un incremento strutturale del Fondo sanitario, che arriverà a 144 miliardi nel 2026. Questo consente di intervenire sulle liste d’attesa con 310 milioni di euro e di avviare il CUP unico”.
“La sfida della cronicità e dell’invecchiamento si vince con la medicina territoriale, le Case e gli Ospedali di Comunità, oltre all’uso delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale per le diagnosi”, conclude Ventura.
CENTROSINISTRA – Riportare al centro dell’agenda politica regionale la sanità pubblica lombarda e affrontarne le criticità strutturali: liste d’attesa, sanità territoriale e valorizzazione del personale. È il senso dell’ordine del giorno presentato dalle opposizioni e bocciato dalla maggioranza, preceduto da un presidio davanti a Palazzo Pirelli.
“Abbiamo chiesto ancora una volta un confronto serio sulla sanità lombarda – dichiara il consigliere Pd Matteo Piloni – ma la destra continua a sostenere che vada tutto bene”.
“La realtà è diversa: le attese restano lunghissime e sempre più persone sono costrette a pagare di tasca propria. Nel 2025 i lombardi hanno speso circa 11 miliardi per curarsi: un segnale evidente di un sistema che non garantisce più il diritto alla salute”.
Tra le proposte, “un vero piano regionale per ridurre le liste d’attesa, l’attivazione del CUP unico e una revisione del rapporto con la sanità privata accreditata, che va governata dal pubblico in base ai reali bisogni di cura”.
“Serve inoltre investire nella sanità territoriale, nelle Case di comunità e nei medici di base, oggi sovraccarichi di burocrazia”, prosegue Piloni.
“Non c’è sanità pubblica senza personale valorizzato: servono assunzioni, migliori condizioni di lavoro e stipendi adeguati per medici, infermieri e operatori”.
“Abbiamo chiesto anche che la Regione solleciti il Governo ad aumentare la spesa sanitaria in rapporto al PIL. La richiesta è stata bocciata, ma continueremo a batterci perché curarsi non sia un privilegio per chi può pagare”.
MOVIMENTO 5 STELLE – “In Lombardia oltre 7 miliardi di euro sono spesi ogni anno dai cittadini per cure private che il sistema pubblico non garantisce nei tempi previsti”, afferma il capogruppo M5s Nicola Di Marco. “È il segno di investimenti insufficienti su prevenzione, presa in carico e personale”.
“Va messo fine al ricatto: se paghi ti curi, altrimenti aspetti. L’attesa non è una cura. Servono scelte opposte a trent’anni di politiche che hanno favorito il privato a scapito del pubblico”.
Di Marco critica l’ipotesi della “super intramoenia”, che consentirebbe di saltare la fila pagando nelle strutture pubbliche: “Una delibera inaccettabile, da ritirare”.
“Serve un cambio di passo dai medici di base, con migliaia di cittadini senza assistenza, alle Case di comunità ancora prive dei servizi promessi. Le liste d’attesa restano infinite e va superato il ricorso ai medici gettonisti. Inoltre, le nomine dei manager devono essere slegate dalla politica”.
“La qualità di un sistema sanitario – aggiunge Paola Pizzighini – si misura anche nella capacità di sostenere i caregiver familiari e accompagnare le persone fragili. Non basta curare la malattia: bisogna prendersi cura delle persone lungo tutto il percorso di vita”.