Il sindaco Ferrari al Comitato: "Noi dialoghiamo, loro di chi si fidano?"
Si sono già svolti quattro incontri con il Comitato: uno a fine 2025, quando il gruppo non era ancora formalmente costituito, e tre nel mese di gennaio, di cui uno alla presenza del Prefetto di Cremona
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La sindaca Federica Ferrari ha risposto al Comitato Piadena Si-Cura al termine dell’ultimo Consiglio comunale, intervenendo per ribadire concetti già espressi in passato, tornati al centro del dibattito su sollecitazione dello stesso comitato.
Al centro dell’intervento, il tema della sicurezza e, in particolare, quello del condominio di via Borgo Fornace, che secondo il Comitato sarebbe in procinto di ospitare alcuni richiedenti asilo o rifugiati. Ferrari ha sottolineato come la sicurezza resti un tema molto sentito dall’amministrazione, evidenziando l’aumento dei controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine e l’intensificarsi delle interlocuzioni con il Prefettura di Cremona, dopo un’estate oggettivamente difficile.
In merito alla palazzina di via Borgo Fornace, la sindaca ha ricordato che si sono già svolti quattro incontri con il Comitato: uno a fine 2025, quando il gruppo non era ancora formalmente costituito, e tre nel mese di gennaio, di cui uno alla presenza del Prefetto di Cremona. «A questo si aggiungono scambi di email e telefonate – ha dichiarato – per cui non accettiamo la critica di essere un’amministrazione che non dialoga».
Poi l’affondo: «Le informazioni raccolte dal Comitato arrivano da idraulici e tecnici che stanno lavorando alla palazzina. È singolare che il Comitato ritenga queste fonti più attendibili di un sindaco e, ancor di più, di un Prefetto».
Ferrari ha ribadito che la vicenda viene seguita con costanza e serietà e ha ricordato come lo strumento del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), adottato dal Comune di Piadena Drizzona, rappresenti – a suo dire – il modello migliore per la gestione delle politiche migratorie.
Ha infine precisato che tali politiche non rientrano nelle competenze dirette dell’amministrazione comunale, che non può nemmeno influenzarle in modo determinante, anche perché l’immobile di via Borgo Fornace è di proprietà privata.