Cronaca

Da 26 anni per le strade del mondo: nel casalasco il camminatore Josè Maria Dengra Soria

Il camminatore spagnolo Josè Maria Dengra Soria da 26 anni attraversa il mondo a piedi dopo un incidente. In questi giorni ha percorso il Casalasco continuando il suo percorso lungo il Po

Josè Maria Dengra Soria con i suoi cani nel Casalasco

E’ giunto in questi giorni in terra Casalasca Josè Maria Dengra Soria, forse il più grande camminatore vivente al mondo. Quel mondo che gira sempre e solo a piedi da ben 26 anni; un viaggio infinito che lo ha portato a toccare 48 nazioni e che continua a percorrere, giorno per giorno, con l’entusiasmo, la passione e la forza di sempre. Josè Maria, spagnolo d’origine, in questi giorni è arrivato a Torricella del Pizzo, dove ha sostato proprio nella piazza del paese per rifocillarsi, per poi proseguire toccando i territori di Gussola, Casalmaggiore e, quindi, spostarsi sulla riva opposta, nel Parmense, dove èì stato per altro ospite, due giorni, dell’associazione Nautica di Torricella di Sissa Trecasali.

Lo si riconosce facilmente Josè Maria, non solo per la tradizionale conchiglia che porta sul cappello ma anche per il classico bastone che utilizzano i camminatori e perché si muove con tre cani al guinzaglio e trasporta le sue cose all’interno di un semplice carrello. La conchiglia in particolare, doveroso ricordarlo, è simbolo universale del Cammino di Santiago di Compostela, legato all’apostolo San Giacomo, è tradizionalmente indossata dai pellegrini, indica la direzione del percorso, rappresenta la vita, la protezione e fungeva anticamente da utensile per bere, oltre a testimoniare il completamento del pellegrinaggio. Raccontando, volentieri, e con la sua proverbiale simpatia, in italiano fluente, Josè Maria, ha spiegato che tutto è iniziato da problemi importanti della vita, su tutti un grave incidente stradale dal quale è uscito vivo per miracolo.

Da lì la scelta di recarsi, a piedi, a Santiago de Compostela e sul Gargano. Una esperienza che gli ha fatto cogliere la passione e la vocazione per il cammino con la scelta di lasciare tutto, anche la famiglia, per vivere la sua vita così, camminando e camminando, senza sosta. Lo fa, appunto, da 26 anni, ha toccato 48 Paesi ed è chiaramente impossibile calcolare i chilometri compiuti ma sono migliaia, migliaia e ancora migliaia. “Dovevo scegliere – ha spiegato – se continuare a star male o se recuperare la mia vita”. Ha deciso di recuperarla con questa scelta, del tutto essenziale, certamente ardua, che oggi gli porta a dire che “La vita la si conosce meglio andando a piedi”.

In questo modo si coglie tutto di ciò che si incontra, anche la bellezza dei luoghi della cultura e dell’arte. In Italia è stato più volte; ora la sta vivendo da quattro anni e lungo i suoi spostamenti effettua lavoretti per mantenersi e si organizza autonomamente, servendosi della sua tenda, ma non disdegnando chi gli offre ospitalità. Ha 65 anni ed una grande forza nelle gambe e nello spirito. In questi giorni è appunto giunto in terra cremonese e casalasca, ed ora è ripartito alla volta di Ferrara, seguendo costantemente il cammino del Po, spostandosi sempre lungo sentieri e percorsi segnati.

Da Ferrara, come lui stesso ha spiegato, si sposterà poi verso Ravenna, Rimini e raggiungerà quindi Assisi e Norcia per poi intraprendere il Cammino di San Benedetto che lo porterà a Montecassino e, da lì, si sposterà con l’obiettivo di raggiungere Santa Maria di Leuca. Che è solo, alla fine, una tappa di questo essenziale, immenso cammino, fatto di tante tappe, tanti incontri, tante esperienze: un inno alla vita, passo dopo passo.

Eremita del Po, Paolo Panni

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