Cronaca

Il figlio Gianluca ricorda il padre Ulisse Bocchi: "Quei quadri coi primi guadagni..."

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il ricordo di Gianluca Bocchi, in ricordo del padre Ulisse Bocchi, a pochi giorni dalla scomparso di colui che è stato una colonna della cultura del comprensorio Oglio Po

In foto Ulisse Bocchi
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il ricordo di Gianluca Bocchi, in ricordo del padre Ulisse Bocchi, a pochi giorni dalla scomparso di colui che è stato una colonna della cultura del comprensorio Oglio Po.

I famigliari più stretti e i suoi amici più cari mi hanno chiesto di scrivere alcune righe in ricordo di papà. Preferisco non descriverne l’ambito privato, da conservare nella sfera degli affetti famigliari, e ricordarne invece l’aspetto pubblico nel quale diede sempre prova di riservatezza, correttezza e disponibilità verso chiunque unitamente a una naturale modestia e riluttanza a ricevere cariche, onorificenze e retribuzioni.

Accettò solo, con spirito di servizio nei confronti della comunità, il mandato di Presidente della Farmacia Comunale quando gli fu chiesto dal sindaco Massimo Araldi. Di formazione scientifica, papà aveva conseguito una prima laurea in Farmacia e una seconda un Medicina e Chirurgia ma la sua esistenza l’ha dedicata principalmente ad altro. La grande passione per la storia dell’arte ne aveva alimentato un raffinato gusto estetico e un entusiasmo collezionistico praticato sin da giovane (mi ricordava con orgoglio di aver investito in un quadro i primi guadagni ottenuti lavorando presso la Farmacia Comunale, fra lo stupore e forse anche il disappunto dei nonni).

Papà ha sempre inteso l’impegno per il patrimonio artistico come un dovere civico e sociale alla ricerca della verità storica, forte di un’onestà intellettuale che non ha mai temuto confronti. Ho cominciato ad affiancarlo ai tempi del liceo, ci hanno sempre legato l’affinità caratteriale, la formazione culturale, gli ideali e il comune desiderio di rendere fruibili a tutti i risultati della ricerca storica e artistica attraverso progetti editoriali mirati.

Ho inteso in tal senso anche il mio ultimo impegno come co-curatore della monografia sul pittore Marcantonio Ghislina (2025). Il successo dell’operazione lo ha sinceramente commosso, sia perché Ghislina è stato uno dei primi artisti locali dei quali si era interessato, sia perché ha rappresentato il momento più alto di quella collaborazione tra pubblico e privato che papà ha sempre cercato di promuovere coinvolgendo il Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta, la Soprintendenza di Mantova e la Curia di Cremona in un capillare progetto di restauro e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio Casalasco Viadanese che data dal 1990.

Rientrano nella stessa strategia ad ampio spettro anche l’ideazione e la realizzazione del Premio Nazionale Toson d’Oro di Vespasiano Gonzaga. Rimangono nella storia di Casalmaggiore i suoi interventi sui patrimoni artistici delle chiese di San Francesco (1986), di Santa Chiara (1987) e di Santo Stefano (1998), delle Opere Pie decentrate (2004) e del Santuario della Madonna della Fontana (2012), così come l’organizzazione del convegno Parmigianino e la scuola di Parma (2003). Tra i libri a suo nome Documenti d’arte nel Casalasco Viadanese (2003) e Il Cristo deposto della chiesa di S. Francesco in Casalmaggiore (2022).

Lunghissimo l’elenco di volumi, cataloghi, articoli e saggi in riviste d’arte scritti insieme a me su argomenti di interesse nazionale che ne hanno arricchito e completato l’esperienza di vita. Nativo di Gussola, gli è sempre rimasta nel cuore nonostante non vi risiedesse dai tempi del liceo. Amava raggiungerla in solitudine in bicicletta lungo l’argine del Po.

Gianluca Bocchi

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