Candidatura a Capitale Cultura: percorso partecipato da tutta la provincia
“Abbiamo un concorrente in Lombardia, la Val Camonica", ha detto Pizzetti durante l'ultima riunione coi capigruppo. "L’operazione parte dal Comune capoluogo, perché la proposta è arrivata qui, ma tutto il territorio dovrà essere coinvolto"
In Comune, nel corso dell’ultimo Ufficio di Presidenza, il presidente del Consiglio Comunale Luciano Pizzetti ha aggiornato in merito alla candidatura di Cremona a Capitale Italiana della Cultura. Il percorso, che prosegue con le prime tappe operative e il coinvolgimento delle realtà culturali cittadine, è nato in modo bipartisan proprio nell’ufficio della Presidenza del Consiglio.
“Si tratta di una proposta arrivata dall’opposizione, nello specifico dal consigliere Portesani, che la maggioranza e la Giunta hanno assunto come propria pur posticipandola di un anno”, ha detto Pizzetti. “La stiamo preparando: l’assessore Bona è molto impegnato, ed è stato già attribuito un incarico professionale ad hoc. L’importanza è notevole per la promozione di Cremona, sia culturale sia turistica.”
Una sfida che vede Cremona confrontarsi con altri territori lombardi, ma che punta a un coinvolgimento corale dell’intera provincia.
“Abbiamo un concorrente in Lombardia, la Val Camonica. Spero non sia troppo forte, anche perché il territorio bresciano ha già avuto la nomination con Brescia e Bergamo. È chiaro che l’operazione parte dal Comune capoluogo, perché la proposta è arrivata qui, ma tutto il territorio dovrà essere coinvolto.”
Il lavoro, come ha spiegato l’assessore alla cultura Rodolfo Bona, ora si concentra sulla costruzione del dossier di candidatura, un percorso che punta ad ascoltare e far partecipare il sistema culturale cremonese.
“Abbiamo definito le prime tappe di questo percorso, che sarà un percorso di ascolto delle realtà culturali cittadine. Si parte dalle fondazioni legate al Comune e poi si estenderà ai musei, al sistema musicale e alle associazioni. Un percorso partecipativo che dovrà portare alla coprogettazione del dossier per la candidatura.”
Un cammino scandito dai tempi previsti dal bando nazionale.
“Il bando non è ancora uscito”, conclude Pizzetti. “Di solito ai primi di luglio va presentata una manifestazione di interesse; dopo l’estate, attorno a settembre, il dossier completo. Poi la giuria del Ministero selezionerà le dieci città finaliste che saranno convocate alle audizioni. La scelta della Capitale della Cultura arriva generalmente a marzo dell’anno successivo.”