Cultura e spettacoli

Numismatica che passione: da tutta Italia per la Zecca di Sabbioneta

Un appuntamento che ha portato nella città ideale alcuni tra i relatori più autorevoli a livello nazionale, offrendo un’occasione di approfondimento su uno degli aspetti meno conosciuti ma più significativi della storia locale

L'esposizione a Palazzo Forti in Sala Rosa (video Alessandro Osti)
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La storia di Sabbioneta si può leggere anche attraverso le monete. È il mondo della numismatica a raccontare, in modo affascinante, la grandezza della dinastia dei Gonzaga. Un appuntamento che ha portato nella città ideale alcuni tra i relatori più autorevoli a livello nazionale, offrendo un’occasione di approfondimento su uno degli aspetti meno conosciuti ma più significativi della storia locale.

«Si parla finalmente della Zecca di Sabbioneta – commenta lo storico Giovanni Sartori – un’istituzione voluta da Vespasiano Gonzaga Colonna nei primi anni del suo soggiorno e del suo governo. Siamo nel 1554 e abbiamo un’attestazione documentaria precisa. Non sappiamo con esattezza dove fosse ubicata la Zecca, ma proprio in quegli anni il marchese, che diventerà poi duca di Sabbioneta, iniziò a far battere moneta».

Un momento di studio e confronto reso possibile anche grazie al sostegno dell’amministrazione comunale. «Grazie al contributo del Comune di Sabbioneta – spiega Alberto Formis, tra gli organizzatori – con il sindaco Marco Pasquali che ha sostenuto l’iniziativa e messo a disposizione questo straordinario spazio di Palazzo Forti, con la Sala Rosa. La Zecca di Sabbioneta ha prodotto per circa quarant’anni monete che sono probabilmente tra le più belle del nostro territorio e non solo».

L’incontro ha suscitato interesse e curiosità non solo tra gli studiosi, ma anche tra collezionisti e commercianti di numismatica. Tra gli spunti emersi, l’analisi di alcuni simboli presenti sulle monete, come il quattrino che raffigura la figura del cane, un elemento che ricorre anche nella pittura di corte dei Gonzaga, sia nelle opere private sia negli affreschi ufficiali.

La riflessione si è allargata anche al valore della moneta nel corso dei secoli. Non solo oggetto storico e artistico, ma anche strumento che ha mantenuto nel tempo una forte valenza economica, tanto da essere considerato ancora oggi un investimento sicuro.

Tra i temi affrontati anche il lavoro di Leone Leoni, il cui linguaggio artistico – visibile anche nella statua di Vespasiano – rielabora le esperienze maturate nelle grandi commissioni monumentali, soprattutto per la Corte di Spagna, ma anche nelle opere di dimensioni più ridotte legate al mondo numismatico e medaglistico.

Non è mancata, infine, una piccola curiosità a margine della giornata: alcune monete sono state esposte con qualche ora di ritardo perché nel frattempo era stata cambiata la combinazione della cassaforte che le custodiva. La sicurezza ha fatto il suo dovere e solo dopo qualche tentativo si è riusciti ad aprirla, regalando un sorriso ai presenti e chiudendo con una nota leggera una giornata che si è rivelata senza dubbio molto riuscita.

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