Piadena Drizzona, Grillo e Romanelli spiegano le ragioni del Sì al referendum
Il dott. Grillo ha concentrato il proprio intervento sugli aspetti tecnici della riforma, soffermandosi in particolare sulla composizione dei due Consigli Superiori della Magistratura
Buona partecipazione e interesse lunedì 16 marzo presso la Sala Civica di Piadena, dove alle ore 20.30 si è svolto un incontro pubblico dedicato alle ragioni del “SÌ” al Referendum sulla Giustizia.
Protagonisti della serata sono stati due relatori di grande esperienza: il dott. Carlo Maria Grillo, giurista ed ex Presidente della Corte d’Appello, e l’avvocato Alessio Romanelli, rappresentante del Comitato per il Sì alla Riforma Costituzionale – art. 111, che hanno offerto al pubblico interventi approfonditi e di immediata comprensione.

Il dott. Grillo ha concentrato il proprio intervento sugli aspetti tecnici della riforma, soffermandosi in particolare sulla composizione dei due Consigli Superiori della Magistratura, sulle nuove modalità di selezione dei membri attraverso il sorteggio e sul ruolo dell’Alta Corte. Un’analisi che ha permesso ai presenti di comprendere meglio i meccanismi proposti e le possibili ricadute sul funzionamento del sistema giudiziario. Ha inoltre illustrato il meccanismo distorsivo delle correnti presenti nel CSM ed il condizionamento che queste esercitano rispetto al merito nelle nomine, nei trasferimenti e nelle azioni disciplinari dei magistrati. Ha quindi chiarito come la modifica costituzionale non comporti un controllo politico dell’esecutivo sulla magistratura, ma al contrario la liberi dal peso delle correnti ideologiche.
L’avv. Romanelli ha invece adottato un approccio più costituzionale, ripercorrendo l’evoluzione del sistema giudiziario italiano e soffermandosi sui motivi che hanno portato alla proposta referendaria, con particolare attenzione al principio della terzietà del giudice. Nel suo intervento ha inoltre illustrato gli articoli della Costituzione oggetto di modifica, offrendo spunti di riflessione sul significato e sulle implicazioni delle riforme proposte. Ha infine evidenziato come tutti i Paesi europei prevedano la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, ad eccezione dell’Italia e della Grecia, sottolineando come nei sistemi democratici, in cui la giustizia funziona, la terzietà del giudice sia garantita proprio da carriere distinte.
A moderare la serata è stata Anastasia Lanzanova. L’incontro si è svolto in un clima di attenzione e partecipazione, con un pubblico coinvolto e interessato. Una serata che ha rappresentato un’importante occasione di informazione e confronto su un tema centrale per il futuro della giustizia nel nostro Paese.