Politica

Ponte Calvatone, schermaglie in consiglio a Mantova. Torchio: "Fare di più"

Giuseppe Torchio, consigliere provinciale e sindaco di Bozzolo, ha chiesto uno sforzo in più anche a Palazzo di Bagno, ricevendo una risposta dal consigliere di maggioranza Enrico Volpi

Il ponte di Calvatone-Acquanegra sul Chiese è chiuso da giugno 2023

L’invito ad accodarsi alla Provincia di Cremona sul tema dei ristori alle attività colpite dalla chiusura del ponte di Calvatone-Acquanegra — che si avvia verso un triste terzo anniversario senza traffico — è arrivato anche dal gruppo di opposizione in Provincia di Mantova. Giuseppe Torchio, consigliere provinciale e sindaco di Bozzolo, ha chiesto uno sforzo in più anche a Palazzo di Bagno, ricevendo una risposta dal consigliere di maggioranza Enrico Volpi.

«Si evidenzia – ha dichiarato Volpi – che l’ufficio di presidenza della Provincia di Cremona ha comunicato che non è ancora stato formalizzato alcun atto relativo ai ristori per le attività colpite. Sarà comunque cura del presidente della Provincia di Mantova rappresentare a Regione Lombardia le criticità emerse sui territori, sollecitando una valutazione circa l’eventuale attivazione di misure di sostegno a favore delle attività coinvolte. Nella consapevolezza che la normativa vigente in materia di aiuti pubblici e ristori economici è particolarmente rigorosa e consente tali interventi principalmente in presenza di situazioni di effettiva emergenza o di eventi straordinari di carattere calamitoso, come previsto nell’ambito delle attività di emergenza».

Torchio si è detto non soddisfatto della risposta, chiedendo di partecipare all’iniziativa di Cremona e di esercitare maggiore pressione anche su Regione Lombardia, che ancora una volta ha respinto la richiesta di ristori.

«Questa è una situazione – ha replicato Torchio – che viene pagata sulla pelle dei commercianti. Non ho sentito una sola parola sulla necessità di sollecitare la Regione. Se i nostri rappresentanti territoriali hanno portato avanti unitariamente una posizione sulle due province, e se questa posizione è stata riconosciuta sul fiume Po, a Casalmaggiore, per un periodo analogo, non può essere disconosciuta o diventare un elemento di distinzione rispetto a quanto accaduto qui».

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