Viadana, Zaffanella: “Un voto in difesa dei principi della Costituzione"
La capogruppo di Io Cambio, Fabrizia Zaffanella, esprime soddisfazione per l'esito del referendum a livello nazionale, rimarcando l'importanza di tutelare i principi democratici costituzionali
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“E’ una grande soddisfazione. I cittadini hanno capito che era necessario partecipare e dare un segnale di protezione dei principi democratici della Costituzione”: Fabrizia Zaffanella, in corsa a Viadana per la carica di sindaco nel fronte progressista – area politica, quella del centrosinistra, che vedrà la candidatura parallela di Lidia Culpo – commenta positivamente l’esito del referendum del 22 e 23 marzo.
Nel fare il punto di quanto emerso a livello nazionale, la capogruppo di Io Cambio parte dall’affluenza al voto, con una percentuale di elettori numericamente molto significativa, in linea con le politiche: “E’ stato un segnale importante”.
Detto del riscontro su ampia scala, la proiezione del voto a livello locale, dove il Sì ha avuto il maggior numero di voti, impone una riflessione anche in vista delle prossime elezioni comunali a Viadana: “Per quanto riguarda il dato locale – ricorda Zaffanella parlando di Viadana e frazioni – ha vinto il Sì. Tuttavia – continua denotando una certa prudenza nel collegare, in prospettiva, questo dato alla proiezione delle comunali – non credo che si possa proiettare questo voto per il centrodestra o per il centrosinistra.
Quello che abbiamo fatto in questi mesi come Comitato per il No al Referendum – ricorda il consigliere di minoranza a Viadana tornando a focalizzarsi sulla campagna informativa in vista del voto referendario – è stato un impegno significativo e costante che si è declinato attraverso incontri, attività di volantinaggio, attraverso il passaparola.
Il lavoro che è stato fatto in questo senso è stato veramente rilevante e ha ricordato ai cittadini anche l’importanza del diritto di voto. Ritengo sia stato estremamente importante proteggere la Costituzione e non attaccarla con le modifiche previste qualora fosse passato il Sì. Il lavoro che andrà fatto – conclude tornando a tematiche di ampio respiro – non dovrà essere finalizzato a cambiare la Costituzione, ma, semmai, a proteggerla”.