Referendum, Bongiovanni: "Ha deciso il Sud. A Casalmaggiore bene il Sì"
"E' inevitabile che la coalizione al governo debba avviare una riflessione. Non certo in termini di dimissioni, come qualcuno chiede: il governo proseguirà fino alla fine della legislatura, ma con uno sguardo alle prossime elezioni dell’ottobre 2027" dichiara il sindaco casalese
Leggi anche:
C’è soddisfazione per i dati locali e, allo stesso tempo, lucidità nell’analisi di un’Italia che appare quasi divisa in due dall’esito del voto. È questa la lettura del sindaco di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, che si dice più dispiaciuto che deluso, pur accettando il risultato.
«Il risultato a Casalmaggiore si basa su due elementi – spiega il primo cittadino – a partire da un’affluenza del 61%, decisamente elevata. Il tema è stato molto sentito dalla popolazione: si tratta del referendum con il quorum più alto mai raggiunto. Negli ultimi sette-otto anni, solo le elezioni politiche hanno registrato una partecipazione superiore, segno di un coinvolgimento davvero significativo.
Per quanto riguarda l’esito locale, a Casalmaggiore si registra una vittoria piuttosto netta del “sì”, con oltre 700 voti di differenza e una percentuale superiore al 55%, quasi il 56% contro il “no”. I cittadini, in linea con quanto avvenuto in Lombardia, si sono espressi a favore del “sì”.
A livello nazionale, però, il “no” prevale in modo abbastanza netto. Ne emerge l’immagine di un’Italia spaccata: le regioni del Nord più orientate verso il “sì”, mentre quelle del Centro-Sud e le isole si sono espresse chiaramente per il “no”. Questo risultato impone alcune riflessioni alla coalizione di centrodestra, sia su ciò che ha funzionato sia su ciò che non ha funzionato, e più in generale su ciò che il Paese sembra chiedere.
Il quesito era molto tecnico, ma è stato fortemente influenzato dalle dichiarazioni politiche di vari esponenti, spesso in chiave critica nei confronti del governo. Con un’affluenza così significativa, è inevitabile che la coalizione al governo debba avviare una riflessione. Non certo in termini di dimissioni, come qualcuno chiede: il governo proseguirà fino alla fine della legislatura, ma con uno sguardo alle prossime elezioni dell’ottobre 2027.
Sicuramente ha inciso molto il voto del Sud, che sembra orientato verso questo tipo di assetto: una scelta che, in ogni caso, è stata espressa democraticamente anche rispetto al modello di magistratura».