Il compleanno di Mina nel ricordo di Gino Paoli: e che legami col comprensorio...
"Il cielo in una stanza": Paoli scrisse quelle parole, Mina le trasformò in leggenda. Un sodalizio artistico che non ha avuto bisogno di palchi condivisi per durare nel tempo: bastava quella voce, quel testo, quella melodia a tenere uniti per sempre i loro nomi
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Un compleanno che annoda l’indissolubile filo tra due colonne della musica italiana: oggi, 25 marzo, Mina Anna Mazzini compie 86 anni e la Tigre di Cremona soffia sulle candeline il giorno dopo uno dei lutti più pesanti per la canzone d’autore del Belpaese, ovvero piangendo la scomparsa di Gino Paoli, morto nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo 2026, all’età di 91 anni.
Tra Mina e Paoli c’è un legame scritto nel pentagramma di una delle canzoni più belle mai composte in Italia. Fu proprio “Il cielo in una stanza”, resa immortale dall’interpretazione di Mina, a segnare uno dei momenti più alti nella storia della musica leggera italiana.
Paoli scrisse quelle parole, Mina le trasformò in leggenda. Un sodalizio artistico che non ha avuto bisogno di palchi condivisi per durare nel tempo: bastava quella voce, quel testo, quella melodia a tenere uniti per sempre i loro nomi.
Nata a Busto Arsizio il 25 marzo 1940, Mina si trasferì con la famiglia a Cremona nei primissimi anni di vita e fu proprio all’ombra del Torrazzo che ottenne il soprannome che la accompagna da sempre: la Tigre di Cremona. Nel Casalasco il suo primo concerto, a Rivarolo del Re, con gli Happy Boys il 22 settembre 1958, acerba ma già capace di stregare tutti. Si capiva che avrebbe fatto carriera.
Cremona la rivendica come figlia, con quella fierezza affettuosa che le città riservano ai propri talenti più grandi. E oggi Cremona sogna ancora un messaggio dalla sua Tigre, ma lo fa con una nota di malinconia, sapendo che il cantautore che regalò alla sua beniamina uno dei brani più celebri del repertorio non c’è più. Paoli, anch’egli legato al comprensorio, col legame con Bozzolo che dura tuttora: la “Bozzoliana”, la canzone che Gino dedicò al comune mantovano, è il nome del raggruppamento d’impresa che sta lavorando al raddoppio ferroviario…
Mina non appare in pubblico dal 23 agosto 1978, quando tenne il suo ultimo concerto al teatro tenda Bussoladomani a Lido di Camaiore, nella sua amata Versilia. Ma questa scelta di rendersi invisibile agli occhi del pubblico ha unicamente contribuito ad alimentarne la leggenda. Con oltre 150 milioni di dischi venduti, Mina è l’artista musicale italiana più venduta nel mondo, con più di 1.500 brani incisi e 73 album in studio.
Il compleanno di quest’anno arriva dunque avvolto in un velo particolare. Paoli è stato uno dei personaggi chiave della scena musicale italiana, un individualista spigoloso che ha anticipato le caratteristiche della figura del cantautore. Sono sue alcune delle canzoni più belle e famose mai scritte nel nostro Paese: “Senza fine”, “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale”, “Che cosa c’è”, “La gatta”, “Una lunga storia d’amore”.
Titoli che fanno parte del patrimonio collettivo di ogni italiano — e che Mina, meglio di chiunque altro, ha saputo far vibrare con la sua voce straordinaria. E per la Tigre di Cremona, Paoli, non ha mai nascosto di essersi innamorato, non solo artisticamente.
Mina vive a Lugano con il marito Eugenio Quaini, noto cardiochirurgo cremonese, è nonna e continua a fare musica. Non concede interviste, non appare sui palchi, non si mostra. Eppure è ovunque. Ogni suo nuovo disco entra in classifica, ogni sua canzone torna nelle playlist di generazioni diverse. L’assenza, per lei, è diventata la forma più potente di presenza.
In questo 25 marzo, Cremona abbraccia idealmente la sua Tigre. E la musica italiana saluta insieme un’icona vivente che taglia un altro traguardo e un maestro che ha lasciato un silenzio assordante — ma anche un canzoniere immortale. Perché il cielo in una stanza, quello che Gino Paoli ha scritto e Mina ha cantato, continuerà a stare sopra le nostre teste per sempre.