Cronaca

Ponte Calvatone-Acquanegra: nuovi cartelli accendono la protesta

Due cartelli simbolo del malcontento per la chiusura del ponte tra Calvatone e Acquanegra sul Chiese. Disagi crescenti per residenti e imprese

Cartelli di protesta sul ponte Calvatone-Acquanegra

Due cartelli. Due stilettate per esprimere dissenso e rabbia. “Qui è morta la dignità umana”. “Regione Lombardia vergognati”: dietro questi affondi c’è il malcontento di cittadini e attività produttive.

Un’area in standby dal 2023, più precisamente da giugno, mese in cui venne chiuso il ponte di collegamento tra Calvatone e Acquanegra sul Chiese. Un lungo stallo che ha portato innumerevoli problematiche a chi vive e lavora sul territorio.
La chiusura di quest’arteria viabilistica ha privato la popolazione di uno snodo fondamentale, con inevitabili ripercussioni che, progressivamente, diventano sempre più impattanti.

Anche sul tema ristori non si sono registrati sviluppi favorevoli. Come noto, all’ultima interrogazione presentata dai banchi dell’opposizione — tema su cui Marco Carra e Matteo Piloni hanno sempre mantenuto alta l’attenzione — l’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi aveva dichiarato che “non risulta possibile individuare con certezza un insieme di imprese direttamente interessate dalla chiusura del ponte, né quantificare con precisione eventuali danni, quali situazioni di crisi aziendale o cessazioni di attività, che possano essere ricondotti in maniera univoca alla chiusura dell’infrastruttura”.

Mentre si chiudono gli spiragli di parziali indennizzi dal Pirellone per mitigare gli effetti della chiusura dell’infrastruttura su un tessuto produttivo sempre più in sofferenza, cresce il malcontento. Nel frattempo, il 1° aprile a mezzogiorno è prevista una call tra le Province di Cremona e Mantova, Regione Lombardia e i territori interessati dalla chiusura dell’arteria viabilistica.

I cartelli di protesta sull’infrastruttura viabilistica

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