Economia

CER Casalasco-Viadanese, il bilancio certifica numeri da record

Le stime per le altre aree coinvolte rafforzano ulteriormente questa visione: tra Casalmaggiore, Sabbioneta e Rivarolo del Re il potenziale si attesta sui 120.000 euro annui, mentre tra Commessaggio e Marcaria si prevedono circa 50.000 euro

In foto Damiano Chiarini relaziona ai soci
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Non solo sostenibilità ambientale, ma anche coesione sociale ed economia territoriale. È questo il cuore del progetto portato avanti dalla Comunità Energetica Rinnovabile (CER) Casalasco Viadanese, protagonista dell’assemblea dei soci che si è svolta sabato scorso al MUVI di Viadana. Un incontro che ha confermato la solidità e le ambizioni di una realtà sempre più centrale per il territorio.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Fondazione, Damiano Chiarini, che ha tracciato un bilancio dei risultati raggiunti a partire dal novembre 2024. Il dato più significativo riguarda l’approvazione, da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), della configurazione Viadana-Pomponesco. Un passaggio che ha consentito di attivare un fondo di solidarietà da 60.000 euro annui, con una prospettiva di crescita fino a 230.000 euro a regime. Non solo: un terzo dei soci dell’intera Diocesi di Cremona fa parte di questa CER (e le CER in totale sono sette sul territorio).

Numeri che delineano un modello capace di generare valore concreto. Le stime per le altre aree coinvolte rafforzano ulteriormente questa visione: tra Casalmaggiore, Sabbioneta e Rivarolo del Re il potenziale si attesta sui 120.000 euro annui, mentre tra Commessaggio e Marcaria si prevedono circa 50.000 euro.

All’assemblea hanno preso parte anche numerosi rappresentanti delle amministrazioni locali, a testimonianza del forte sostegno istituzionale. Tra gli interventi, quello del sindaco di Viadana Nicola Cavatorta, affiancato dai contributi di Alessandro Sarasini (Commessaggio), Giovanni Leoni (Casalmaggiore), Giuseppe Baruffaldi (Pomponesco) e Vito Martinelli (Sabbioneta). Una presenza corale che evidenzia la sinergia tra enti locali e Fondazione nel promuovere uno sviluppo sostenibile e condiviso.

A sottolineare il valore del progetto è intervenuto anche l’ingegner Giuseppe Dasti, coordinatore diocesano, che ha definito la CER Casalasco Viadanese “la più virtuosa” tra quelle finora costituite. Un riconoscimento che premia il lavoro del consiglio di amministrazione e il coinvolgimento attivo della comunità. Significativo, in questo senso, il contributo delle parrocchie di Viadana e Cicognara, che hanno attivato sportelli informativi negli oratori per facilitare l’adesione dei cittadini.

Dal punto di vista amministrativo, il bilancio presentato dal dottor Remo Azzolini e validato dalla revisore Stefania Bellesia ha confermato la piena solidità della Fondazione, elemento essenziale per garantire continuità e sviluppo alle attività.

Uno degli aspetti più rilevanti del modello CER riguarda la sua accessibilità. Come ribadito dal presidente Chiarini, aderire non comporta alcun vincolo contrattuale né il cambio del proprio fornitore di energia. Inoltre, non è necessario possedere un impianto fotovoltaico: il beneficio deriva principalmente dalla capacità di concentrare i consumi nelle ore diurne, quando la produzione di energia rinnovabile è maggiore.

Guardando al futuro, la Fondazione punta ad ampliare ulteriormente la base dei soci attraverso nuovi incontri pubblici già in programma nei prossimi mesi. In un contesto segnato dalla crisi energetica, la partecipazione alle Comunità Energetiche Rinnovabili si configura come un’opportunità strategica, soprattutto per famiglie e imprese con consumi elevati.

Il caso della CER Casalasco Viadanese dimostra come la transizione energetica possa tradursi in un vantaggio collettivo: non solo riduzione delle emissioni, ma anche creazione di risorse da reinvestire nel welfare locale. Un esempio concreto di come il sole, oltre a produrre energia, possa generare solidarietà.

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