Cronaca

Colpo da professionisti alla Manifattura di Casalmaggiore: furto pianificato nei dettagli

I primi sviluppi dell’indagine fanno emergere con sempre maggiore evidenza l’ipotesi che il colpo sia stato compiuto dalla stessa banda entrata in azione il 13 marzo a Reggio Emilia, ai danni di un’altra manifattura collegata al brand reggiano

Le vetture utilizzate per chiudere la strada (video Alessandro Osti)
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I primi sviluppi dell’indagine sul furto alla Manifattura di Casalmaggiore, che produce per il marchio Max Mara, fanno emergere la quasi certezza che il colpo sia stato messo a segno dalla stessa banda entrata in azione il 13 marzo a Reggio Emilia, ai danni di un’altra manifattura legata al brand reggiano.

I Carabinieri hanno visionato le prime immagini dei circuiti di videosorveglianza dell’azienda casalese confrontandoli con le immagini in possesso degli uomini dell’Arma di Reggio Emilia, e relativi al colpo di marzo. Alcuni malviventi risultano indossare gli stessi vestiti del precedente furto. Si è trattato di un colpo da professionisti – pianificato, probabilmente, con sopralluoghi precedenti – e che ha fruttato un bottino ingente.

A conferma di questa tesi il fatto che i componenti della banda abbia tralasciato alcune stoffe considerate non di alta qualità andando invece a colpo sicuro sulla collezione autunno-inverno di maggior valore. Tanto è vero che alcuni contenitori con stoffe meno pregiate non sono stati toccati, nonostante fossero vicini all’uscita. L’altro particolare che fa pensare ad una pianificazione studiata nei minimi dettagli risiede nel fatto che alla manifattura di Casalmaggiore, in genere, gli stock dei vestiti rimangono al massimo un paio di giorni. Gli autori del furto hanno colpito proprio nel momento in cui c’era la merce che interessava loro.

Nel frattempo, all’appello mancano ancora i due veicolo usati per il trasporto e la fuga: un furgone della ditta Cimardi, probabilmente usato come ariete, e un’Alfa Romeo Giulietta rubata a Vicomoscano. Altro dettaglio che gioca a favore dei ladri è il fatto che cinque mezzi su sei sono stati rubati a Casalmaggiore e frazioni, dunque la notte stessa del furto. Questo, ovviamente, non ha consentito ai proprietari di formalizzare la denuncia e dunque di poter monitorare tempestivamente con i varchi le targhe delle auto rubate.

Una delle quattro autovetture è stata invece rubata a Gattatico. Non aiuta le indagini il fatto che le telecamere di videosorveglianza di alcune aziende vicine alla Manifattura abbiano un software per conto terzi, il che presuppone che le registrazioni possano essere messe a disposizione soltanto da lunedì. Analogamente, non aiuta la conformazione del territorio: il sospetto è che i malviventi abbiano lasciato il furgone della ditta Cimardi e la Giulietta in qualche campo, fino a quel momento eventualmente visibili dalle telecamere, ma che poi siano partiti sulle loro auto cambiando direzione, strada e depistando le indagini.

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